Eh, sono stata in vacanza in Italia.

Dire una frase così qua in UK suona super-esotico. Stile sogno di una vita, tipo viaggio di nozze. Per me è stato il necessario (alla mia sanità mentale) ritorno a casa. Agognato, fitto fitto, emozionante e faticoso.

Ho passato il tempo con gli amici, mangiato pizze e cornetti con cappuccino. Mi sono spalmata di crema solare e sono andata al mare. Con babbo, con mamma, coi parents insieme, con la cugina, da sola. Poi ho fatto la reunion con le altre amiche normalmente in giro per il mondo, ho fatto un pic-nic, dormito prima da un’amica poi dall’altra, bevuto mojiti all’aperto, vini rossi e bianchi e aperitivi di vodka fatti in casa. E birrette sugli scalini della fontana in piazza. Poi sono tornata a Manchester col magone, accolta da una pioggia e un freddo e un vento che in pochi giorni avevo completamente dimenticato.

Ho avuto subito una crisi. Una veloce però, che è andata via presto.

E sono tornata alla mia vita inglese. Quella mia normale, cioè piena di assurdità.

Ho visto la polizia urlare roba al megafono e poi irrompere in una casa a Coronation Street. Probabilmente trattavasi di reato gravissimo da parte dell’abitante, tipo non aver falciato il proprio metro quadro di giardino nell’ultima settimana, portando ad un indegnoso degrado tutto il quartiere.

polizia sulla tettoia

poliziotto entra dalla finestra

poliziotto entra dalla finestra

polizia accerchia la casa

polizia accerchia la casa

Poi ho visto processioni religiose in cui mamme ciccione portavano a spasso bambine vestite da principesse in occasione del giubileo di diamante della regina. Chè vabbè che qua Papa e Regina sono la stessa persona, ma tra l’orribile vestirle da suorette che usiamo noi e l’eccessivo vestirle da principesse adulte di questi qua, sono sicura che ci potrebbe essere una via di mezzo più adatta alla loro età.

corteo religioso con pricipesse bambine

corteo religioso con pricipesse bambine

tra mascherata e religione, per il giubileo della regina

tra mascherata e religione, per il giubileo della regina

Poi ho fatto quello che si fa qua d’estate (e dico estate per non dire di nuovo autunno!), cioè sono andata a un festival. Del resto, questa è o non è la patria dei festival?! Sono stata all’Eurocultured e ho bevuto birra da un “2 pint pot”, cioè un bicchiere grande come una busta della spesa, ho ascoltato concerti sotto dei ponti e sopra delle scale a chiocciola, ho risentito e riapprezzato i Correspondents, e ho scoperto tre nuove band preferite: i Lottery Winners, la Hot Botz Brass Band e i Cheap Cuts. Ho scoperto che i Death in Vegas sono sopravvalutati, hanno i microfoni che fischiano insopportabilmente e somigliano un po’ ai Depeche Mode, ma senza testi, cioè: non sono abbastanza. Ho desiderato e poi staccato dalla parete e portato a casa abusivamente un poster di due metri che mi piaceva un sacco e che ora campeggia di fronte al mio letto. E mi sono ricordata che quando sei carico dall’aver visto i tuoi veri amici in patria, non piove e vai ai concerti, dopotutto pure a Manchester te la puoi spassare.

2 pint pot e bicchiere normale a confronto

2 pint pot e bicchiere normale a confronto

the correspondents @ Eurocultured 2012 Manchester

the correspondents @ Eurocultured 2012 Manchester

versione mini del poster sottratto illecitamente!

versione mini del poster sottratto illecitamente!

manchester col sole

manchester col sole

Sì, ci sono stati il sole e il caldo, le maniche corte e i sandali, come se fosse stata davvero estate. L’ho capito quella mattina che, vedendo un’insolita luce inondare la mia camera, mi sono affacciata alla finestra per valutare se fosse il caso di andare a fare la spesa senza vestirmi da palombaro. Passeggiava placida sotto casa mia una donna in copricostume floreale spring/summer 2012, occhiali da sole, infradito, capelli raccolti. Ho davvero temuto che, allucinata dai mai sperimentati prima 21° centigradi, si tuffasse lì davanti, nelle fondamenta del palazzo in costruzione, scambiandole per una piscina.

Insomma faceva caldo. Quanto a me bastava per alzarmi la mattina senza imprecare contro dèi più o meno pagani, cioè abbastanza perché l’inglese medio credesse di essere nel Mediterraneo. Per quasi una settimana l’inglese ha camminato scalzo e seminudo per le strade, ammucchiato sedie a sdraio sui prati, improvvisato bbq in ogni balcone e sostituito la birra in con la birra out.

a manchester ha fatto caldo. sedie a sdraio sui prati

Io facevo gitarelle con l’amica, mormorando insulti per niente velati contro questi barbari che il caldo non sanno manco cos’è.

Comunque ora siamo tornati al clima standard – freddo freddo freddo poi un altro po’ di freddo – e allora, mentre gli inglesi hanno ripreso a bere al chiuso dei pub e io a imprecare non appena sveglia, mi sono ricordata di avere una vita virtuale. La riprendo così, con un post pensato unicamente per vantarmi delle mie super conquiste degli ultimi giorni. Chè mica sono stata con le mani in mano, durante la finta primavera! Anzi!

Sono stata a ballare e bere birrette al Cavern Club, quello dei Beatles a Liverpool. Ci ho pure cantato e ballato Twist and Shout!

cavern club, liverpool

Con in mano un bicchiere di vino, ho visto il tramonto su Manchester dall’alto del ventiquattresimo piano di un grattacielo in occasione della presentazione di una rivista così cool da essere sconociuta ai più.

veduta di manchester dall'alto

Poi ho visto la regina. Proprio lei, the Queen, Elisabetta, la vecchia, chiamatela come vi pare. Era qua in città, vestita di rosa e con un ghigno malefico in faccia che diceva “vi fotto da 60 anni!”.

the queen in manchester

Poi sono andata alla Holden Gallery, a vedere me stessa in uno scatto di Stephen Wright, parte della mostra sulle foto degli Smiths ieri e oggi davanti al Salford Lads Club. Ebbenesì, ci sono pure io in una di quelle foto dei fan. E me ne vanto! E spero che questo mi valga prima o dopo una lettera di stima da parte di Morrisey in persona.

smiths, the gospel according to...

E infine mi sono procurata la t-shirt definitiva, quella che quando ce l’hai dici “vabbè, ho tutto, non mi serve più niente, sono una fica totale”. E ha pure l’etichetta totem.

the goonies t-shirt, primark 2012

Invidiatemi pure.