Decompressione

16 settembre 2014

Ti piace alzarti e non dover andare a lavoro?” S. stamattina

Sì che mi piace alzarmi e non dover andare a lavoro.

Certo, nella parte più nascosta dei miei pensieri so che questo genere di risveglio oggi mi piace perché è da poco che ho smesso di lavorare, perché non ho ancora iniziato a cercare un’altra fatica, non ho ancora ricevuto risposte negative alle mie application e non sono stata assalita dalla paura di non poter più pagare le bollette. So far.

Ma, dicevo, quella è la parte più remota e si trova bella lontana da quella parte superficiale – in tutti i sensi – che la mattina fa una colazione lunghissima. Poi torna a letto a leggere il giornale. Poi si alza e si dedica, con lentezza, a progetti a metà tra il passatempo e la genialità. Il tutto mentre mentalmente prepara un leggero bagaglio per il prossimo viaggio.

Mi permetto dei piccoli lussi che normalmente non mi concedo. Come scambiare per qualche giorno rainy Manchester con una città dove si pranza all’aperto, si passa tutto il tempo in strada, si mangia cibo buono e unto e, sopratutto, si usano un sacco le panchine.

Una città con le panchine Una città dove si passa il tempo all'aperto

Poi torno, riprendo le lunghe colazioni e i pomeriggi di lettura e champagne e intanto organizzo altri viaggi. Altri progetti. Altri incontri.

Tutti senza pressioni. Senza la paura di sbagliare, senza tensioni o pensieri per il futuro. Mi dedico al breve termine. E quando, a breve, terminerà, chissà.