Una risata vi seppellirà

27 gennaio 2015

Sarà una risata che vi seppellirà

Ho ancora gli occhi chiusi ma le lacrime premono sulle palpebre. Li apro e li sento gonfiarsi, il pianto è a un passo, vicinissimo, ma non ancora esplicito. Se sono brava oggi non piango.

Mi alzo nella penombra di una giornata che resterà nella penombra, perché fumo di Londra vuol dire questo: il grigio che resta grigio. E vale pure se stai a Manchester. Già che ci sono, che il cielo è così scuro e l’umore ancora di più, decido di coltivarlo per tutta la giornata.

E’ uno di quei giorni in cui sono brava a non far scrosciare le lacrime. E’ un bene solo parzialmente. Un bel pianto finirebbe entro poco, mentre il malumore me lo porto dietro tutto il giorno. Comunque ho deciso così. Malumore sia.

Parlo ma non mi va. Ho il male di vivere e mi ci voglio crogiolare dentro. Tutto deve restare tetro e malinconico. Non accendo la radio, faccio una colazione grama. Poi, tanto per infliggermi il colpo di grazia, stiro.

Poi metto su un’altra lavatrice, faccio altre pulizie e continuo a rodermi il fegato. Il perché non è chiarissimo, ma il risultato sì: ho in faccia un ghigno malefico che non se ne va. Non voglio parlare, non voglio ascoltare, ma soprattutto non voglio ridere.

E’ il giorno perfetto per andare al corso di laughter yoga!

Si chiama yoga ma non è davvero yoga, cioè non ha niente a che vedere con l’esperienza estrema che mi capitò tempo fa. Qua si ride. Si ride e basta. Si ride senza che sia successo nulla di divertente, senza dire cose buffe, o fare gesti strani. Si ride per ridere, perché, dice la mia amica, il corpo lo puoi fregare. Non hai niente da ridere, la tua mente lo sa. Ma il tuo corpo no e per lui una risata è una risata, che sia spontanea o forzata non fa nessuna differenza. E’ un esercizio, come in palestra. Al corpo non importa se la tua corsa sul tapis roulant non ti porta da nessuna parte, tonificherà ugualmente i tuoi muscoli.

Stessa cosa, dice l’amica, vale per la risata. Tu intanto ridi, ché il corpo si sentirà meglio. Poi magari, con un po’ di esercizio in più, riesci a fregare pure la tua mente. O semplicemente sarai più allenato e la risata ti verrà fuori più facilmente anche nei momenti più impensabili. O inopportuni.

Allora prendo il mio malumore, gli occhi gonfi di lacrime, il ghigno malefico, e esco. E’ buio, è freddo e sta per piovere. Il clima ideale per il mio scazzo cosmico, voglio proprio vedere se riescono a farmi ridere. L’autobus non passa, si alza il vento. Sempre meglio. Per il mio rodimento, intendo.

Arrivo alla lezione. La maestra ha una salopette e una maglia a righe. Ha anche i calzini abbinati. Abbigliamento assurdo. Mi fa ridere.

Già?
Questo sorriso dell’inizio mi fa rodere ancora di più. Voglio alimentare lo scazzo. L’ho deciso stamattina quando ho inforcato i guanti per andare a pulire il bagno. Non voglio ridere. Voglio autocompatirmi. Col mio ghigno e la mia solitudine.

Inspira, trattieni il fiato e sorridi. Guarda gli altri negli occhi e sorridi” – mi viene da ridere. E’ una situazione surreale. C’è una di almeno 90 anni con un golf fucsia. Ride un sacco. Siccome non può stendersi a terra, come a un certo punto noialtri facciamo, siede su una sedia, in disparte, e ride da sola.

Ho lo scazzo e rido. “Pensate a cinque cose che vanno male nella vostra vita, contatele sulla punta delle dita e fate la faccia triste. Poi pensate alle stesse cinque cose, e ridetene“.

Ho riso un sacco. Di me che pulisco il bagno. Di me che corrugo la fronte e mi faccio venire le rughe. Di me che siedo in silenzio sul divano senza alzare gli occhi sulla persona che amo pur di non avere niente di buono da guardare.

Ho riso un sacco. Delle risate degli altri. Dei vecchissimi scalzi che ridono a crepapelle mostrando le dentiere. Delle giovani timidissime che mi guardano sbellicandosi, con le facce paonazze.

Ho riso un sacco. Di me, che alla fine che cazzo avrò mai da lamentarmi!

 

 

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18 Risposte to “Una risata vi seppellirà”

  1. … che bella che sei. Grazie!
    Sarai pure triste e scazzata, ma a me fai un gran bene!

  2. donatella said

    grazie per averlo scritto!!!! questo post mi consolerà quando tra un mese e mezzo avrò lo scazzo cosmico anche io….a Manchester.

  3. Francesco said

    Tu ti devi ritagliare il tempo per scrivere un libro.. sono sicuro che con il modo che hai di scrivere verrebbe una bomba 🙂

  4. tina said

    Il corso che servirebbe a tutti!

  5. “fumo di Londra vuol dire questo: il grigio che resta grigio.”
    Giuro di aver scritto il mio post senza leggere prima il tuo. Serendipity.

  6. E hai fatto ridere anche me. Grazie.

  7. edp said

    Uh che figata ci vengo anche io.

  8. Baby1979 said

    Quando andavo dalla mia psic mi aveva fatto vedere questo video in cui ridevano come pazzi senza ragione, era una specie di terapia a cui dovevo cercare di sottopormi. Ho provato da sola durante la doccia ogni tanto, che a vedermi nuda c’e’ un mucchio da ridere in effetti! 😀

  9. losengriol said

    Dov’è che si fa sta terapia? Sembra interessante! Soprattutto per chi, come me, assume uno scazzo cosmico talmente imponente da stordirsi e ci si crogiola dentro, bella determinata.

  10. Mitica donna… che bello che esisti : )

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