Attacco aereo

17 febbraio 2014

Io nemmeno lo so quand’è Pasqua!
Tutti a ripetermi sta frase, oh!

La sensazione della smania io la provo solo in due circostanze.

La prima è quando un giorno mi sveglio, vado in bagno per lavarmi la faccia e scopro di aver perso il controllo dei miei capelli. Succede così, all’improvviso, senza alcuna avvisaglia. Il giorno prima tutto regolare sul fronte chioma; il giorno successivo la consapevolezza di non poter mirare a una vita normale senza prima aver posto rimedio allo scempio degradante che mi porto appresso sopra alla faccia mi colpisce come una sportellata sui denti. E a quel punto devo andare incontro al mio salvatore forbici-munito nel più breve tempo possibile, perché la smania mi torce le budella, una rabbia satanica mi acceca e non riesco a pensare ad altro. Mi specchio pure nella forchetta mentre pranzo, per intenderci. E’ una sensazione orribile.

La seconda circostanza è quando un giorno mi sveglio, vado in bagno per lavarmi la faccia, i miei capelli non mi danno nessuna preoccupazione e mi rendo conto che sto in terra straniera da troppo tempo, soprattutto per una che non ha ancora in tasca un biglietto per tornare qualche giorno in patria, ovvero una mèta temporale e geografica cui tendere. Anche in questo caso è tutto un torcimento di budella, un’ossessione totalizzante che mi leva la ragione e mi dà in cambio un’aggressività che cerca vendetta, almeno fino a quando non ho un momento libero per organizzare la fuga.
Solo che questa seconda circostanza di smania è molto più difficile da gestire. Cioè, quando sono in allarme capelli è facile: prendo i miei squallidi capelli e me ne vo dal parrucchiere. Ma quando invece l’allarme è aereo i fattori da tenere in considerazione sono molteplici, nonchè spesso remanti a mio sfavore. Andiamo ad elencarli:

  1. giorni di ferie residui dal lavoro / possibilità o meno di lavorare dall’Italia;
  2. individuazione dei giorni papabili;
  3. costo dei biglietti aerei nei suddetti giorni papabili;
  4. consultazioni generali con S. che non schioderebbe da Manchester manco sotto bombardamento e procrastina come solo quelli del sud;
  5. consultazioni con gli amici italiani per capire chi c’è/dov’è/quand’è;
  6. organizzazione del trasporto dal sempre lontano aeroporto alla familiar magione sita nella modesta provincia.

Come si vede, i fattori coinvolgono un sacco di persone e il percorso che mi separa dall’acquisto del biglietto si fa pieno di ostacoli, per un motivo sopra tutti: in quel momento io non sono lucida. Sono come una danzatrice di pizzica al suono del tamburello: agisco senza ragionare. La logica spicciola necessaria a una calma organizzazione del viaggio sparisce del tutto, rimpiazzata da un’impazienza che non mi permette di fare niente. Il mio obiettivo è acquistare un biglietto aereo e tutto quello che c’è tra me e l’obiettivo è qualcosa che, potendo, abbatterei a furia di mazza da baseball.

S’è capita la sensazione?
Ora, l’altro giorno è stato uno di questi giorni di allarme aereo, dunque mi sono svegliata, S. mi ha detto “buongiorno”, io l’ho ignorato e ho aperto Skyscanner.
Inizio a vedere i biglietti per date a caso e mete a caso, con partenze da tutto il centro-nord Inghilterra e atterraggi in tutto il centro Italia. Individuo alcune opzioni papabili ma poi ecco l’orrore.

Chissà come mai (vedi qui e qui), ho praticamente finito le ferie!
Il ché non vuole dire che io non possa partire più (ma siamo matti?), ma solo che devo aspettare Pasqua.
Che sarà mai!?
Ok, sono già qualche passo avanti nella prenotazione, cioè ho deciso che parto per essere a casa a Pasqua. Step 2: interrogo S. sul suo punto di vista a riguardo.

Risposta: “Io nemmeno lo so quand’è Pasqua!”
Me l’aspettavo, caro il mio procrastinatore, non mi farò fermare da te!

Chiamo l’amica V. e le dico che se prende un giorno di ferie possiamo passare una giornata insieme prima di Pasqua.
Risposta: “Sì! Per me va bene sempre, ma dimmi che giorno è chè non lo so quand’è Pasqua!
Strano, pure lei non lo sa. Ma vabbè, intanto ci vediamo.

Chiamo altri uno, due, tre amici e tutti “Ma io manco lo so quand’è Pasqua, come faccio a sapere cosa farò!“. Ma io devo prenotare anche il treno per il punto 6 della mia lista! Inizio a innervosirmi, anzi no, sono furiosa, facile la vostra vita, che state solo a 200km da casa, ci pensate il giorno prima a come andarci eh!? Io abito a 2000km capito? Pasqua è prestissimo, ci siamo quasi, è praticamente adesso, devo prenotare!
I miei amici non mi capiscono, non mi supportano, non mi incoraggiano. Maledetti.

Interrogo l’amico A. sulle opzioni per un eventuale rientro assieme nella modesta provincia.
Risposta: “Benissimo, Pasqua è il 20 Aprile, partiamo il 19, va bene? C’è un treno alle 8 e uno alle 10. I biglietti da 9 Euro sono finiti ma ci sono quelli da 19. Li prendo? O vogliamo andare in macchina?

Ah, lui sì che mi capisce! E sa anche quand’è Pasqua! Visto com’era facile?
Prendo la carta, compro il biglietto. Sfrutto subito la nuova tratta che mi ha riempito di gioia. Il biglietto di andata è acquistato.

Ah!
Che sollievo. La smania piano piano mi abbandona, mi rilasso. Riprendo il controllo di me stessa, finalmente. Ora riesco a pensare, mi sento lucida.
Che bello, eh!? Allora adesso torno a casa. Finalmente.
Facciamo un conto di quanti giorni mancano.

psycho

Cosaaaaa!???!!?!?!
Ma ci credo che non sapete quando è Pasqua, mancano più di due mesi!
Ma non me lo volete dire!?

(dedicato all’amico A., che pensa di essere efficiente e organizzato, come me, e invece è solo pazzo, come me)

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10 Risposte to “Attacco aereo”

  1. ho sempre pensato che la definizione piu’ giusta e’ pazzo, come te, invece che efficiente e organizzato, come te.
    e me lo ripeto ogni volta (quasi sempre) che mi presento a un appuntamento con 20 minuti di anticipo e sto li’ ad aspettare per ore…
    ma non posso farne a meno, e’ piu’ forte di me!
    e comunque i biglietti del treno li prendo stasera 😉

    A.

  2. E. said

    Prima di tutto vorrei farti i complimenti per il tuo blog e delle risate che hai saputo regalarmi condividendo le tue avventura li a Manchester. Come è strana la vita… tu sei a Manchester e non vedi l’ora di essere in Italia ed io l’esatto contrario. Posso immaginare cosa ti abbia spinto a prendere i bagagli e salire sull’aereo, ma proprio non riesco a capire cosa ti spingerebbe a tornare in questo momento in Italia. Io sono qui a guardia del fortino, per ora, ma fidati non sta succedendo nulla di buono e più passa il tempo e più mi rendo conto che l’Italia è il posto più bello del mondo… per passarci la Pasqua. Si, si la Santa Pasqua, il Santo Natale, e tutte quelle cose più o meno sante che in Inghilterra chiamano ferie e che noi Italia chiamiamo un periodo di riflessione tra un contratto di tre mesi e l’altro. Non sono stato mai esterofilo, ne un uazzamerican boi, ma sempre molto attaccato alla mia città, si si quella con i ¾ del patrimonio mondiale d’arte… Arte… si si quella da vedere durante la Santa Pasqua, il Santo Natale ecc… ma quella che se vuoi vivere come onesto cittadino ti schiaccia! O ti schiacciano… magari mentre entri dentro qualche catacomba post-moderna costruita dall’acea. Potrei annoiarmi e annoiarti, con luoghi comuni e col mezzo gaudio, ma non lo farò. Ah! Ho trovato un blog molto interessante su come si vive in Italia, non è molto simile al tuo ma puoi farti un’idea la prossima volta che ti guardi allo specchio e ti senti Janet Leight (wikipedia fa sempre fare bella figura usatela!). Il link del blog:
    http://www.tribunale.roma.it/astegiudiziarie/default.aspx?m=2

    Saluti E.

  3. cri said

    e cmq se venivi a Roma io lo sapevo quando era Pasqua.

  4. […] gli inglesi comprare un biglietto aereo per Pasqua mesi prima non è normale, è un dovere morale. Molti di loro hanno già prenotato le ferie di […]

  5. Davide said

    secondo voi, manchester è un buon posto dove far crescere i figli? intendo criminalità, educazione ecc… e per una famiglia, qual’è una zona accessibile economicamente dove vivere? premetto che di locali cool e discoteche non mi frega niente. Grazie a chi potrà aiutarmi

  6. Ron said

    Giusto perchè tu non possa scordartelo mai più, la scena è stata proprio questa: io, presa dall’allegra ed eccitata frenesia per il tuo arrivo alle 8,25 del mattino, appena arrivata in ufficio, guardo la collega con sguardo intimidatorio e le dico “Mi serve il venerdi’ di Pasqua di ferie”. Lei, ancora intontita, abbastanza allibita, mi fa “Ah, direi che va bene….ma che data è?!!?”. PANICO! aha, perchè manco sapevo quando era Pasqua, quindi…. Scorro il calendario sul cellulare, glielo dico e poi ci metto il fermino: “Allora lo segno sul calendario, ok?”. Al che lei, presa a sua volta dalla frenesia delle ferie, dei ponti, del segnare sul calendario quando non ci sei, mi dice con tono di sfida: ” Ok, ok, direi che va bene…allora ti dico, forse, probabilmente, a me servirà di ferie il 2 giugno!”. Seee, vabbeeee, tra 4 pagine di calendario!!! Ahahah! Detto cio’, I CAN’T WAIT!!! Baciopoli, L’amica V.

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