A che ora, scusa?

11 novembre 2013

Sabato faccio le crèpes, venite?
Fico, sì, certo che veniamo!
Bene, allora facciamo alle 4.
Alle 4!?!?
Scambio tra S. e il suo collega

Io vivo all’estero e ho famiglia e amici disseminati ovunque, al livello che l’ora la guardo come in questa foto.

che ora è a Londra, Roma, Nairobi

che ora è a Londra, Roma, Nairobi

Ogni volta che penso di chiamarla, mia sorella sta facendo pranzo; e quando vorrei chiamare babbo è appena iniziato il telegiornale.
In più, in Africa l’ora resta sempre uguale anche quando in Europa cambia, perciò ci allontaniamo ulteriormente, il ché rende praticamente impossibile la mia organizzazione. Allora chiamo a un’ora a caso, mia sorella mi risponde masticando e babbo mi ascolta con l’orecchio che non usa per Mentana.

Ma va bene, alla fine loro sono la mia famiglia, in qualche modo ci capiamo.

Nella mia vita inglese il problema orario si rivela davvero insormontabile in altre due situazioni: i concerti e gli inviti a casa di qualcuno. Perché il fuso orario è un fatto di geografia, ma pure di abitudini.

CONCERTI
Sui biglietti dei concerti ci sono scritti orari strani. Tipo le 7.

In Italia è tutto molto semplice: se il concerto è allo stadio, sul biglietto c’è scritto le 9 ma si sa che inizia verso le 9.30 con il gruppo spalla, mentre la band vera arriva verso le 10.15/10.30. Se invece il concerto è in un locale, sul biglietto c’è scritto “inizio ore 10” cioè alle 10 aprono il locale, alle 11 qualcuno inizia ad arrivare e verso mezzanotte suonano. Va interpretato, è vero, ma una volta capito il meccanismo non puoi sbagliare. Io arrivo sul posto sempre 3 minuti prima dell’inizio. Facile.

In Inghilterra l’orario del concerto è un incubo. Il biglietto dice quasi sempre “ore 7”.
Ho provato ad essere puntuale e ho dovuto aspettare due ore bevendo birre dai prezzi triplicati; ho provato a presentarmi più tardi ma erano stati puntuali loro e ho sentito solo le ultime canzoni; ho telefonato precauzionalmente al locale e mi hanno dato l’informazione sbagliata.

In ogni caso, poi, in Italia l’orario di fine del concerto resta un’incognita. Nessuno se lo chiede perché a nessuno importa; siamo là per un’esperienza che vorremmo non finisse mai. Il dopo, semplicemente, non esiste. Ci coglierà di sorpresa e ci costringerà, con il suo arrivo imprevedibile, ad andarcene mestamente nelle nostre case.
In Inghilterra ho dovuto imparare una parola nuova: “curfew”, coprifuoco, perché qua è un’informazione vitale quanto il prezzo del biglietto. Tu arrivi al locale e magari non hai ancora capito a che ora suonano, ma che alle 10.30 il locale verrà sgomberato è subito chiaro. Anche perché, se si tratta di un posto dove dopo il concerto si balla, tu prima vieni sputato fuori dal locale appena finito il concerto e poi, semmai, paghi un altro ingresso per ballare.
Anche questo è capitalismo, baby!

Ah, come sarebbe tutto più chiaro se l’orario sul biglietto fosse totalmente arbitrario e insignificante come in Italia!

INVITI A CASA
Ma, dico, puoi invitare uno per le 4!?
A meno che tu non sia la regina e mi vuoi offrire un té, ti pare che ci possiamo vedere alle 4?
Ma poi: le 4 di pomeriggio o le 4 mattina? Se devo cenare (o pranzare? o fare merenda?) alle 4, devo prima fare un salto in Africa per sbomballarmi di jet-lag, altrimenti come faccio a dire alla mia pancia di avere fame alle 4?

Quando S. mangia fuori con i colleghi rientra a casa che io sto per mettermi a tavola, intorno alle 8.30. Perché alle 5 escono da lavoro, per le 6 sono già alla quarta pinta, il ristorante è prenotato per le 6.30, alle 8 sono tutti ubriachi e distrutti ed è tempo di andarsene.

Quando ci invitano a un party in casa alle 8 noi restiamo impietriti. Ma si mangia anche? E se non è una cena noi a che ora dovremmo cenare, scusa?
E soprattutto, ma come potete scrivere nell’invito l’ora di fine della festa? Questa cosa del coprifuoco deve essere sempre per forza svelata? L’invito di solito è “festa da me dalle 8 alle 11.30”. Ma sul serio?
Io mi sento costretta, tarpata, ingabbiata, ho paura di sforare con il tempo stabilito. Se resto di più che succede? Se non mi diverto non posso andarmene? Se mi diverto devo continuare altrove? O alla prossima puntata?

Secondo voi dopo quanto ci si abitua? Ma soprattutto, io ho ancora speranze?

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12 Risposte to “A che ora, scusa?”

  1. manoel said

    io sono stato 2 anni a dublino e non mi sono abituato. poi me ne sono andato.

  2. baby1979 said

    Anche qui è la stessa cosa, sia per gli orari sia sul fatto che mettono “siete invitati ad una festa da noi, dalle 6 alle 8.30”. L’ipotesi che ci si trovi così bene o si avvii una bella confersazione per cui si possa desiderare di restare di più non è neppure contemplata!!

  3. Dario said

    Abituarsi?! Come possiamo abituarci a scandire anche gli orari in cui divertirci? Possiamo adattarci, si, ma abituarsene proprio non se ne parla.. 😉
    I primi di dicembre faccio un salto a Manchester, ci riaggiorniamo sicuramente per mail..
    Vorrei rassicurarti sulla situazione di questo paese ma comincio a faticare a crederci anch’io, ogni giorno che passa, su una sua rinascita.

  4. Dario said

    *
    Mi riferisco ovviamente all’Italia, sempre più in via di fallimento.

  5. ahahah come diceva baby stessa cosa anche qui, però io che sono una “vecchia dentro” mi trovo benissimo. Ormai la cena è alle 6 massimo 7, se si va a bere alle 8 si intende una bevuta dopo cena ovviamente. Abbiamo ricevuto inviti per pranzo anche alle 5 🙂 Però ecco io mi trovo bene non credo sia tanto questione di abitudini quanto di personalità per noi italiani.

  6. Guido said

    Salve

    Sapendo che non è attinente al post, volevo cortesemente sapere qualche info sul costo della vita a Manchester.
    Per le bollette luce, gas, acqua ecc….. i costi medi come sono ?

    Ringrazio anticipatamente per un eventuale risposta.

  7. […] Smila Blomma in UK, “A che ora, scusa?”: Nella mia vita inglese il problema orario si rivela davvero insormontabile in altre due situazioni: i concerti e gli inviti a casa di qualcuno. Perché il fuso orario è un fatto di geografia, ma pure di abitudini. […]

  8. Anna8 said

    No, non ci si abitua, mai! soprattutto alla cena alle 6. Peró negli anni noi abbiamo trovato anche inglesi che cenano alle 8, specie quando escono, senza problemi. A volte lo fanno solo per noi credo 🙂 Educate i vostri conoscenti!

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