Vivere in Inghilterra: i contro

26 settembre 2013

Vivere in Inghilterra è una cosa buona per molte ragioni, la maggior parte delle quali mi sfugge. Dunque mi focalizzerò sulle ragioni per le quali vivere in Inghilterra fa schifo, ok?

Ci sono due generi di motivazioni: sentimentali e pratiche.

Sentimentalmente vivere in Inghilterra fa schifo quando parli al telefono con le tue amiche (cioè quelle italiane, quelle di sempre, insomma, le amiche) e loro ti raccontano di aver conosciuto nuove persone che sono un sacco simpatiche, che fanno ridissimo, che veramente hanno capito come prenderle, che si incontrano spesso e quanto è bello vederle eccetera.

Tu provi a fare finta di essere contenta per le tue amiche e le loro nuove amiche, ma in realtà vorresti solo scoprire che queste nuove amiche sono racchie, stronze e approfittatrici. Che non saranno mai al tuo livello. Vorresti solo sentirti dire “mi manchi un sacco, ho conosciuto una ma mi sta già sul cazzo“.

Questo vale anche per la tua famiglia, i tuoi cugini, i fratelli: ti chiedi solo come facciano a dire di essersi divertiti mentre tu non c’eri.

Per quanto riguarda le motivazioni pratiche, beh, si riassumono tutte in una sola parola: colazione.

Vorresti svegliarti il sabato mattina e scendere in ciabatte al bar sotto casa a bere un cappuccino piccolo e schiumoso, inzupparci un cornetto col miele e leggere il giornale appoggiato sopra al frigo dei gelati.
Ma quando vivi Inghilterra per te il bar è come il locus amoenus: ne parli tutte le mattine, ma sai che non ci andrai mai, perché non esiste.

E se durante la settimana, preso dalla frenesia della routine fantozziana sveglia-caffè, non hai nemmeno il tempo per lamentarti, il sabato invece il pensiero del cappuccino è totalizzante. Peccato che la ricerca di un cappuccino come si deve e di un cornetto decente su suolo albionico sia una battaglia persa.

Peggio: è una battaglia persa che proverai a combattere tutti i sabato mattina, perché il desiderio è insopprimibile, la speranza non muore mai e tu, preso dall’euforia di non dovere andare a lavoro, credi che questa volta ce la fai a trovare una colazione decente, perché il mondo è buono.
Allora ti alzi, ti vesti perché in ciabatte in Inghilterra muori dopo 3 passi, cammini cammini cammini e che trovi? Il larder.
Ci puoi mangiare salsiccie, pomodori, fagioli, bacon. In due versioni: normale, cioè tutti i vari pezzi sparsi variabilmente sul piatto, oppure on bread, ammucchiati sopra a un pezzo di pane.
Non va bene, allora prosegui.
E trovi Costa (o Caffè Nero, o Starbucks o un altro di quelli) e allora puoi ordinare uno small cappuccino – due litri – (col cioccolato? col caramello? due shot di caffè? latte di soya? latte a parte? hai la tessera punti?) e un cornettone di una tonnellata, 100% burro: 4 Pound e te lo devi pure portare da solo al tavolo al piano di sopra. Li Mortacci.
Oppure puoi fare colazione a casa. Senza il profumo di torrefazione. Senza ascoltare di straforo i pettegolezzi sul vicinato. Senza il giornale sul frigo dei gelati.

No way.

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38 Risposte to “Vivere in Inghilterra: i contro”

  1. Barbs said

    Mi manchi un sacco, ho conosciuto una ma mi sta già sul cazzo!

      • Elisa said

        Vi manca il Bar italiano??????
        Ma va, va….che vi manca scusate, la gente egoista e zozza che sucida tutto il bancone priva di voi? e che non si sposta manco quando finisce di consumare perché chiacchiera con la persona a fianco senza curarsi che dietro di lei c’è chi ancora sta con il biglietto in mano e se chiedi scusi o per favore ti manda a cagare???che vi manca scusate il cornetto surgelato????? che costa pure un euro???o il fatto che lo stesso cornetto magari sparato davanti al Colosseo te ne costa cinque??
        Se lavori poi e hai tempo per prendertelo il cornetto al Colosseo, perché con i mezzi pubblici non ci arrivi e guardando tutti i giovani che sono a spasso senza futuro non ci arrivi ugualmente.
        Un paese mediocre, retrogrado e bigotto, egoista e sporco, corrotto fino al midollo, con l’ignoranza e il menefreghismo.
        Piuttosto sono aumentate le tasse universitarie la prima rata da 500 euro e rotti ne costa 641 x tutti.
        Grazie Governo che nessuno ti ha votato!!!! Un Paese che incrementa l’ignoranza, è vero ci manca il cornetto al bar, è vero il nostro iphone non arriva a fine giornata, ma non ci chiediamo come arrivare a fine mese???????

      • daniele said

        Elisa,

        ma tu di dove sei? No, perché da dove vengo io (Napoli) non esistono cornetti surgelati. Andare al bar a Napoli è un incontro con gli aromi ed i sapori, con la tradizione, con gli altri.

        Ti lamenti della gente lurida e zozza in Italia? Starai scherzando vero? In Inghilterra vanno in giro con stracci unti e bisunti che indossano una vita intera…! Per non parlare della loro igiene intima!

        In Italia hanno aumentato le tasse universitarie? Ma guarda… sai quanto costa andare all’Università in Inghilterra? C’è gente che deve ripagare il prestito dalla banca tutta la vita nella terra di Babbione per assicurarsi il diritto allo studio. Ammesso che il prestito riescano a riceverlo…

        Bigottismo? L’Inghilterra è la Patria dei finti moralisti, dei perbenisti, degli “oh my god!”…tranne nel fine settimana quando sono tutti al pub a ubriacarsi.

        Ma di che stiamo parlando scusa?

  2. baby1979 said

    Anch’io non sopporto che in Italia si possano divertire senza di me!!! 🙂
    Io per il cappuccino ho ovviato così (anche se non c’è il servizio al tavolo come al bar): moca italiana riempita con caffè italiano e latte caldo montato con il mini frullino Ikea (quello a pile apposta per cappuccino). Niente male! Per il cornetto no way, però i muffins sono buoni dai!

  3. arjuna said

    Smila, Smila, Come to capisco. La questione però “è mal posta”. Perché accanirsi con i cornetti tossici quando puoi sbavare con i muffin freschi ai mirtilli di Starbucks? Per non parlare di Alpen col caffè latte a casa. E con la pinta di cappuccino volendo ci puoi fare colazione in due, anche se concordo sulla qualità non eccelsa. A Londra però dei posti italiani per la colazione sono certo che si trovano. Mancunian 0 – Londoner 1.

  4. ecco come ti capisco, la storia degli amici in primis…anche se i miei sono a Berlino, non in Italia, ma è uguale, mi mancano e rosico quando si divertono senza me 😦 E poi il latte macchiato…sto girando tutti gli pseudo bar italiani qui ma niente…un cavolo di latte macchiato semplice come si deve NON ESISTE.

  5. misstuffo said

    Come ti capisco! Quante volte rosicavo quando le mie amiche rimaste in Italia raccontavano i “seratoni” a cui partecipavo anche io prima di partire! però dai, in fondo, al cappuccino si può ovviare. Ad esempio, quando stavo a Londra, avevo scoperto “Paul”. Stranamente, il cappuccino, sapeva realmente di cappuccino!!!

  6. CRi said

    Mi manchi un sacco, ho conosciuto una ma mi sta già sul cazzo!e cmq io da quando non sta più qua non mi diverto più! e cmq Roma senza di te non è più la stessa e infatti quasi quasi me ne vado…

  7. Natalia pi said

    Ma come Africa? Dove? Come? Quando? Per quanto? In gita? Mitica! Dai che vai a prenderti un po’ di caldo 🙂

  8. […] smila blomma in uk, “Vivere in Inghilterra: i contro”: Sentimentalmente vivere in Inghilterra fa schifo quando parli al telefono con le tue amiche (cioè quelle italiane, quelle di sempre, insomma, le amiche) e loro ti raccontano di aver conosciuto nuove persone che sono un sacco simpatiche, che fanno ridissimo, che veramente hanno capito come prenderle, che si incontrano spesso e quanto è bello vederle eccetera. […]

  9. Ant said

    conosci Malvaldi?
    il suo barrista (con la doppia r) Massimo ti piacerebbe un sacco!

  10. Non je la fai più… Manchester ti ha proprio scassata. Mi dispiace, cara. Dai, che hai ancora l’Africa!

  11. Badev said

    Hai dimenticato Ritazza.
    Hai una nuova amica, eccomi! Ti mando un banco frigo con quotidiano al più presto.

  12. Sunday said

    Una colazione decente, qui in Oman, non riesco a farla: io non devo caffè ma il tè, che deve essere fortissimo e nero. Il problema è che l’acqua del rubinetto (men che meno quella delle bottiglie, purificata) rende qualunque tè in bustina una sciaquatura di piatti. E il pane in cassetta è una schifezza. Da Costa non metto piede perchè è un salasso, come hai precisato anche tu. Che fare? Portarmi da casa una scorta di acqua del mio rubinetto? Tra l’altro qui l’acqua costa più della benzina, che qui viene 24 centesimi di euro al litro!

  13. Sunday said

    ps. ho scritto sciacquatura senza la c, errore di battitura, che dio me ne voglia 🙂

  14. Tanta tanta solidarietà.

    Però io qui ho i croissant e ormai mi sono abituata così. Fai entrare il burro nella tua vita. Insieme a transaminasi e colesterolo. Of course.

    Ma le bevande nunglielafò. Lo schifo.
    La cioccolata calda con acqua calda e polverina…Parliamone.
    Il Café au lait al pari della melma della senna. Per carità.
    E pure il latte da solo, con quel color giallino che proprio non ti spieghi. No dai.

  15. manoel said

    resisti, smila blomma, resisti…

  16. edp said

    Io da Costa (o Aroma, o Starbucks) il primo giorno faccio il bagno nel cappuccino, il secondo giorno fatico a finire il muffin, il terzo giorno ho uno strano dolorino al fegato: Ma son vacanze però, non vale.

  17. alessia said

    devi ordinare il flat white, è perfetto!

    ..per il giornale da leggere sul frigo, invece, non c’è rimedio 😉

  18. uno said

    se per te vivere altrove si riduce solo ad un cornetto ed un cappuccino ne riparliamo quando in italia cercherai lavoro,quando dovrai pagare le tasse, quando mantenere una famiglia è impossibile quando il ladrocinio di altri sara il tuo modus vivendi perchè costretta a sopravvivere se non a morire per riempire le tasche di altri. allora preferirai mangiarti un cornetto di m…. e un cappuccino di un litro mentre le tue amiche ti chiederanno come fare per raggiungerti al più presto,per un lavoro per ritrovare la speranza……..Pensaci dell’italia è rimasto solo questo: caffè e cappuccino fino a quando puoi permetterlo

  19. C said

    credo che il problema del tuo sacrosanto caffè/cappuccino e cornetto del sabato non sia così “ohmiodioLondrafaschifo”, anche perché basta prendere un aereo e tornare in Italia. Vivere a Londra è costoso e molte persone che vorrebbero non se lo possono permettere, e tu scrivi del cappuccino? Cioè, perfavore. Comprati una moka, uno sbattitore per il latte, ti fai mandare caffè dall’Italia e te lo fai a casa tua, così impari pure una nuova cosa e risparmi.
    Ti vanno i cornetti? Stesso lavoro.
    E c’hai pure l’aroma che tanto ti manca.
    Mi fa troppo ridere la tipologia di persone che non vede l’ora di andare a vivere a Londra e dopo un po’ che ci sta, comincia a fare la snob e lamentarsi di questo e quello. Bimbe, basta che tornate, così potete mangiarvi tutta la pizza che vi pare e continuare a cominciare a disperarvi DAVVERO perché non trovate un lavoro decente.
    Bye bye, enjoy.
    p.s: spero passi presto ‘sta moda del “londra non è così bella tesoro, resta in italia che è il pa-ra-di-so!” detta dalla tipa che ha la borsetta comprata a camden e il caffè di starbucks in mano.

    • Carissimo/a, hai capito pochissimo.
      Io ho vissuto a Manchester, non a Londra. Per quattro anni. E a Manchester si può dire tutto, ma non che sia una moda. Inoltre sono rimpatriata da qualche mese.
      Hai voluto leggere quello che ti pareva. Ed era tutto sbagliato.
      Ciao.

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