In ordine sparso

12 settembre 2013

Dalla finestra vedo in lontananza un camioncino con la scritta arancione; non serve che si avvicini, lo so che è Salford Van Hire, quello che si pubblicizza come il più economico della città ma se vai a vedere non lo è. Eppure ne passano decine al giorno, ormai non mi stupisco più.

E’ giovedi, ieri sera hanno raccolto la carta perciò il cassonetto è ancora fuori dal palazzo, come sempre.

Esco per andare a lavoro e noto che la macchina di M. non c’è; forse oggi non è venuto in città. Per il resto cammino senza guardarmi più intorno. Giro l’angolo e saluto da fuori J. dell’agenzia del piano terra. Poi discesa, curva, cantiere, ponte, salita, Deansgate. Ancora un po’ e sono arrivata. Niente di nuovo.

Quando c’è foschia gli ultimi piani della Beetham Tower non si vedono e quand’è inverno pieno il bagno dell’ufficio è congelato.

Passo davanti a Caffè Nero e mi ricordo di avere in borsa una tessera completa per ritirare un drink gratis. Loro lo chiamano caffè, ma per me sarà un frullato, ché visto che è gratis prendo la cosa che costa di più, ormai ho imparato.

Lo strozzino del negozietto sotto casa cerca invano di farmi sua cliente, dice che non mi vede da tanto e pensava fossi partita. Rispondo annoiata, è gentile ma pur sempre strozzino, allora tornerò solo in caso di estrema urgenza, l’ho deciso tempo fa.

Al Kings Arms il tipo con la barba mi consiglia di prendere la birra, chè ogni volta che gli chiedo un bicchiere di vino poi mi lamento del prezzo esagerato.

Sabato al mercato la giovane, l’anziana e l’uomo della frutta aspettano che io porga la busta di iuta; sanno che la porto da casa e non mi serve quella di plastica. La salumiera scorge S. da lontano e inizia ad incartare due cheese & onion pies, non prendiamo altro, lo sa, e non chiede nemmeno. Un’ora e la spesa per la settimana è fatta, al solito.

Questo weekend cerchiamo di decidere presto se andare al cinema, altrimenti ci fregano come al solito, ché non ci sono spettacoli dopo le 8 al Corner House.

Al settimo piano dell’aeroporto di Manchester, Terminal 3, l’allarme suona sempre.

Al Font si mangia male, il cameriere della Taverna Armena è il più simpatico di tutti, al Liars Club si beve lo Zombie, il Ritz è il posto migliore per i concerti, l’Islington Mill è il locale più fico di Manchester, ma dovrei dire Salford.

Islington Mill - Salford

Islington Mill – Salford

Nella via a cento metri da casa c’è sempre il vento a 50 km/h, un corvo gracchia ogni giorno da sopra il lampione, quello del piano di sopra fa rumore solo di sera, il camioncino degli hamburger si apposta dalle 5.30 alle 12.00 e solo nei giorni feriali.

E poi ancora tanta, tantissima normale quotidianità.

Manchester, tutti i giorni

Manchester, tutti i giorni

Una normalità come pietra miliare posta per il secondo anno di “una nuova vita a Manchester”, quando ti accorgi che tutta questa novità oramai non c’è più. E da un sacco.

Questa è la Manchester di sempre, grigia con l’arcobaleno, lontana ma vicina, l’uguale di due anni e la diversa di trenta.

In memoria del primo anniversario e del giorno della partenza, che sembrano entrambi inspiegabilmente alieni.

Alè.

Advertisements

16 Risposte to “In ordine sparso”

  1. arjuna said

    Ma sei felice? PS, lo scorrere si facce, faccende e cose mi ha evocato una vecchia canzone, ‘porta portare’, chissà perché…

  2. Però quando la vita in un posto nuovo diventa serena quotidianità secondo me è un traguardo non da poco.

    • mah, è la parola traguardo che mi fa un po’ paura. traguardo? really?
      oh, almeno non sto malissimo, mettiamola così. 😉

      • ho usato traguardo per indicare il fatto che è sempre difficile adattarsi ad un posto nuovo, ma quando la quotidianità la si vive “bene”, o “non malissimo” come dici tu, almeno si capisce che tutto sommato la scelta di emigrare non è stata così male 🙂

  3. Ron said

    Che bel post Smila! Leggendolo mi è sembrato di essere di nuovo li’ con te, a piedi, a fare quel tragitto! Comunque concordo sul fatto che in questo caso, “quotidianità” sia un traguardo notevole per la tua tranquillità…ma attenta che S. non la percepisca come noia…se no ti tocca di nuovo il trasloco! ; )

  4. Smilla…io sono un’anima in pena e quando arrivo al punto di essere in grado di scrivere quanto hai scritto tu mi scatta dentro:” ok.e ora dove si va? cosa si fa?”. è molto stancante ma non riesco ad essere diversa, che ci vuoi fà? In un’altra vita ero una gitana, sicuro.

  5. bitterishapple said

    mi e’ venuta in mente questa, in ricordo di quel pomeriggio in giro per manchester! 🙂
    un abbraccio
    Claudia

  6. lepriz said

    Bello, bellissimo, sentito, malinconico e condivisibile post.
    Devo riconoscere che un pò di “quella” normalità a volte manca…
    Un abbraccio!

  7. Sara said

    Seguo assiduamente il tuo blog perché amo Manchester e conto di trasferirmi lá entro il prossimo agosto, mi ci rivedo un sacco nei post che scrivi! Soprattutto quando nomini la musica 🙂 anche se ad essere sincera preferisco il Deaf Institute al Ritz 😉
    Abiti a Salford vedo…Hai mai provato The Eagle Inn pub?
    Bacioni! xx
    Sara

  8. Natalia pi said

    Arrivo in ritardo, perdinci. Auguri? No? Credo che tu abbia festeggiato con il Kenya. Cioè partendo 🙂 io l’ho fatto coi tre anni a Vienna. Tre anni a Vienna, un mese dopo me ne sono andata ai Caraibi, e non sono ancora tornata. Hakuna matata! Che non so cosa voglia dire, ma è swahili, ergo, in tema.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: