La conquista del tempo libero

22 agosto 2013

Nella mia vita c’è qualcosa di nuovo e stranissimo che mi dà una sensazione sconosciuta fino a poco tempo fa e che invece adesso vivo quotidianamente con gradita rilassatezza e immenso stupore.

Nella mia vita è entrato, prepotentemente, il tempo libero.
Spiace dirlo, ma per questo devo ringraziare l’Inghilterra.

God Save The Queen

E’ un’esperienza del tutto nuova per me che per tanti anni ho studiato e lavorato in Italia.

La vita dello studente, quanto a ritmi molto simile a quella del contadino, era un ciclo continuo: c’è da fare un lavoro, si comincia, e si smette quando lo si è finito. Non c’erano i sabati, le domeniche, i mini-break. C’era una mèta, l’esame. E il tempo del riposo dettato solo dagli intervalli tra un compito e un altro.

Stessa cosa per tutto il tempo in cui ho lavorato a Roma, quando il riposo non esisteva perché se non stavo facendo uno dei miei 2-3 lavori deludenti e sottopagati, ero sempre alla ricerca di un altro lavoro, migliore in termini di qualità, soldi, ambiente o gratificazioni. Era come avere un ulteriore lavoro, miserabile pure quello. Non c’era la serata di totale cazzeggio casalingo, la domenica di svacco completo, la vacanza al mare senza computer, perché arrivava sempre il momento di consultare jobrapido, infojobs, tutte le newsletter. Ogni giorno era buono per scrivere una cover letter originale. Anche a Pasqua, anche a mezzanotte, anche nella pausa caffè, anche durante la gitarella.

Il tempo libero veramente libero non c’era mai. Il pensiero ingombrante della ricerca di un lavoro più decente (cioè grazie al quale poter pagare la bolletta dell’acqua senza dover ricorrere allo strozzino, oppure del quale potessi parlare agli altri senza tirare in ballo la locuzione “fallimento supremo”) occupava tutti i miei momenti di riposo.

Oppression  Just Ahead

E poi sono arrivata in Inghilterra.

Il mio primo lavoro – cameriera – era part-time, così l’altra metà della giornata lavorativa la passavo a cercare qualcosa di meglio, mentre tutto il resto del tempo giravo per la mia nuova città. Potevo permetterlo grazie a uno stipendio decente e a un costo della vita proporzionato.

Avevo intere giornate a disposizione, fatte di tempo vuoto da riempire come volevo. Iniziavo a sperimentare il tempo libero.

Poi il lavoro migliore è arrivato e, cosa che non mi era mai capitata prima, a un certo punto ho smesso di cercare lavoro. Anche solo scriverla questa cosa mi pare assurda. Non credevo che sarebbe mai arrivato il giorno in cui mi sarei detta: “Oh, il lavoro di adesso va bene, non cercarne un altro“.

Dai, oh, ha del miracoloso una frase del genere, no?

E sono cominciate tutte delle ore di relax vero, senza lo spettro del pensiero malevolo in attesa del momento buono per colpire. Sono cominciati interi weekend di esplorazioni, di letture più o meno frivole, di incontri, di navigazione on-line di puro intrattenimento, di yoga, di giri in bicicletta, di corsi di serigrafia, di art and crafts casalinghi, di pediluvi col bicarbonato.

workshop di serigrafia

Workshop di serigrafia

Certo, la mèta per me più ambita – la pensione – è ancora lontana, probabilmente impossibile, però mi sono già riappropriata di una grande parte della mia vita, che cercherò di sfruttare al meglio. Se a Manchester ci fosse il mare sarebbe già tutta un’altra cosa, ma non c’è e allora dovrò lavorare di fantasia. Però sì, la possibilità di rilassarsi per davvero dopo lavoro è già un’importante conquista.

P.S.
Oh, mo non è che pensate che sò contenta o soddisfatta, eh?! Non scherziamo. Mi lamenterò sempre, non riuscirò ad accontentarmi, romperò le scatole a tutti, bramerò la pensione come l’unico desiderio e quando sarò in pensione sarò incazzata perché vorrò tornare giovane.
Alla fine sono sempre io, solo con più tempo a disposizione.

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16 Risposte to “La conquista del tempo libero”

  1. Paolo said

    …e noi saremo ancora qui, felicissimi di leggere della tua vita!!!

  2. andrea said

    ciao, c’è una “t” di troppo nella parola “lontana”.
    mi piace come scrivi e ciò che scrivi, ma non mi piace considerare il tempo libero come una quantità di ore fuori dal lavoro o uno stato della mente, quanto un’opportunità continua, quotidiana. per fare un esempio, a volte mi sento libero anche a lavoro, quando faccio ciò che voglio senza nessun condizionamento o quando si crea una sinergia all’unisono in un gruppo di lavoro. altre volte mi capita di vivere il tempo libero dal lavoro come un tempo pieno di costrizioni e obblighi.
    ritengo il tempo libero non come il tempo “al di là del lavoro” ma come il tempo “mio”, in cui riesco ad esprimere totalmente (o quasi) ciò che sono. insomma, il tempo in cui sono felice.

  3. Linda Nataloni said

    Quello che dici è di una verità brutale per quello che attiene all’atteggiamento che una intera generazione di italiani ha ormai acquisito nei confronti del LAVORO. Ogni piega e ogni piaga della vita gira attorno al LAVORO, alla sua ricerca, alla sua aleatorietà, alla sua povertà, alla paura della sua perdita. Scelte esistenziali fondamentali prese alla “luce della situazione lavorativa”. Un vero e espropio. Quando sei qui e vedi che anche delle persone attempate e francamente mediocri lavorano e tutto ciò gli sembra normale, che dico normale…ovvio, allora succede una cosa ancora più bella che godere del tempo libero: goderne senza neanche l’ombra di un senso di colpa.

  4. baby1979 said

    Io tempo libero ne avevo anche in Italia, ma non sapevo tenerlo libero. Voglio dire, i week end non lavoravo, ma tra pranzi in famiglia e commissioni…volava. Stessa cosa per le sere, ero libera dal lavoro ma le impegnavo per aperitivi, palestra, corsi vari. Che non è per niente un male eh, però qui, grazie/per colpa anche dell’iniziale mancanza di amici e contatti, ho imparato la suprema arte del passare delle ore senza uscire, senza fare niente di particolare. La sana e bellissima arte del cazzeggio!

    • ma no!!! ma quelli gli aperitivi ecc ovvio che li facevo pure io, ma mai completamente serena, perché poi rientravo e vai di cv spammati a tutto il mondo!
      cmq, quant’è bella l’arte del “faccio quello che mi pare”?

  5. manoel said

    il cazzeggio e’ essenziale. una nazione che non permette il cazzeggio e’ una nazione destinata a morire. perepè!

  6. Da said

    …pediluvio col bicarbonato??? 🙂

  7. Il tempo libero… qualcosa di così prezioso e raro che non sappiamo più neanche usarlo: ci pare impossibile pensare a un tempo in cui non ci siano impegni, cose da fare, scadenze… passa da me: credo che nessuno più di te possa capire il mio ultimo post 😉

  8. Gioacchina said

    ho scoperto il tempo libero quando la disoccupazione è entrata nella mia vita…ma per apprezzare il tempo libero devi avere un tempo occupato…e quindi? ho scoperto lo shopping visivo e come passare il tempo senza spendere…ho del tempo libero ed ho scoperto me stessa..e visto che ne ho fin troppo ho aperto un blog!!!zero spesa massima resa! que approveche del tiempo..

  9. […] questione è stata affrontata qua, qua e qua. E pure in moltissimi altri post sparsi variamente in tutto questo blog. Del resto […]

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