Rapita dagli alieni

11 agosto 2013

Una mattina mi sono svegliata e faceva caldo.
Caldo come in estate, una stagione che in Inghilterra non esiste, si sa.

Faceva quel caldo di quando non puoi indossare i jeans e devi optare per una gonna di quelle che ti ci sventoli all’occorrenza. Dalla finestra si vedeva un cielo azzurro azzuro, color pigiama proprio. E nemmeno una nuvola all’orizzonte.

Abbasso lo sguardo e vedo in strada la gente seminuda, coi sandali, i pantaloni corti, i top senza spalline e occhiali da sole da diva di Hollywood. Camminano all’ombra, già ustionati, e si sventolano come possono.

Cerco S. e lo trovo in cucina, boccheggiante, in mutande, che sorseggia un caffè col ghiaccio.

Guardo le piantine sulla finestra e sono tutte in fiore, splendide, vive e vivaci, rigogliose come fossero vegetazione mediterranea.

Le mie piante al sole

Sono stupita. Piacevolmente, ovvio. Ma anche smarrita e incerta sul da farsi.

Poi, come se stessi ascoltando qualcun altro, sento me stessa proporre a S. di andare a fare un pic-nic.
E sento l’altra me dirmi “Pensi di stare in Italia a fare Pasquetta?“. E poi penso “Beh? Non mi importa proprio di sapere dove mi trovo e come mai faccia un caldo così anormale per queste latitudini. Potrei anche essere stata rapita dagli alieni, ma intanto questo caldo vado a godermelo, cacchio!“.

E così è cominciata l’estate. Una serie di giornate calde, caldissime, col sole dalle 5 del mattino alle 10 della sera e 30 gradi costanti e tante lentiggini sulla faccia.

Fai come se fossi in Italia, ma senza mare“, mi sono detta. E mi sono buttata nella mia estate nordica, vivendo ogni giorno come fosse l’ultimo, scoprendo una sensazione sconosciuta quando passi in Italia un’estate fatta di tre mesi di afa certa come la morte.

Ho cominciato dai fondamentali: smalto ai piedi. E poi via via tutto un continuo osare sempre un po’ di più: uscire senza giacca (nemmeno di riserva nella borsa), stare fuori tutto il giorno e sostituire la pausa pranzo col pic-nic nel parco dell’università. Niente birra del dopo lavoro, ma cocktail con la menta in riva al fiume.

Sabati e domeniche a fare gitarelle nei dintorni.

Gitarella a York

Gitarella a York – manco una nuvola

E il resto della settimana a godersi serenamente i mille eventi del Festival Internazionale di Manchester e poi del Jazz festival, tra concerti fichissimi e bevute in piazza.

Manchester Jazz festival 2013 - Albert Square

Manchester Jazz festival 2013 – Albert Square

E niente internet, niente email, niente blog, proprio no. Niente divano, niente copertine sulle gambe, niente piumone sul letto. Solo una lunga serie di giornate spensierate, risvegli rilassati, pensieri frivoli e immotivato ottimismo.

Quando una mattina, addirittura, oltre al sole e ai soliti 30 gradi, ho trovato ad aspettarmi questo

David Beckham sotto casa mia

David Beckham sotto la mia finestra

ho pensato di essere finita in paradiso. O almeno che qualche alieno mi avesse portato in un altrove meraviglioso. Di sicuro non era Manchester.

Me lo sono goduto tutto.

E poi un giorno, così come era cominciata, tutta questa sorprendente estate mancuniana è finita.
Sotto uno spesso strato di nuvole ho avuto freddo. Ho indossato i calzini e una maglia a maniche lunghe. Le mie piante hanno perso i fiori e mentre camminavo sotto la pioggia ho scoperto che i miei wellington boots avevano un buco.

Ne ho comprati un nuovo paio.

Addio vecchi wellies fucsia, benvenuti nuovi wellies blu

Addio vecchi wellies fucsia, benvenuti nuovi wellies blu

E ho ricominciato a scrivere sul blog.

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18 Risposte to “Rapita dagli alieni”

  1. baby1979 said

    Nooo, è troppo triste, adesso che so che quando non scrivi è perchè sei fuori a goderti la vita non voglio più vedere niente in questo blog! 😀

    • eh, mi stavo divertendo! stavo facendo anche le ferie italiche, veramente. era tutto bellissimo.
      oggi invece m’è tornata d’improvviso quella sensazione di quando sei in casa e realizzi di avere il naso ghiacciato… no way! 😦

  2. Paul31 said

    bellissimo tutto questo post))))))))
    la cosa che mi lascia in un certo senso in stato di shock è il fatto di vedere quegli stivali…. ma si usano quelli in giro per Manchester? 😐

    • ahah! no! le inglesi portano gli stivali solo ai festival, ma io tipo SEMPRE! eh no, penso che devi esserci nato qua per sopportare una giornata intera coi piedi bagnati… 🙂

  3. quanto ti capisco smilla! noi dell’estate più assolata e indimenticabile del regno ci abbiamo messo una bella kitchen ristrutturazione.geni perlappunto!

  4. Sunday said

    Ma questo post è bellissimo! E mi ha fatto venire voglia di visitare Manchester e York. Salvo poi ricredermi alla fine, alla vista dei gambali di gomma: io odio il freddo! Quest’anno ho potuto saltare l’intero inverno e ora non riesco più a infilarmi le scarpe chiuse: sai che bella sensazione? Speriamo solo che non piova.

    • cioè tu hai fatto 12 mesi di caldo?!
      mi viene da piangere.
      mondobastardo.

      • Sunday said

        Sììììììì!! Cambogia (35 gradi) Thailandia (30) Myanmar (32) Cina (38) Oman (30-35). Capisciammè (ma tra poco ritorno in Oman dove il deserto fiora i 50 gradi, meglio Manchester te lo assicuro)

      • eh no! meglio manchester non esiste.
        credo sia proprio sbagliato grammaticalmente, sintatticamente, etimologicamente.
        eticamente soprattutto!
        leggo il tuo blog ma a tutta questa tua sequenza di caldo non c’ero arrivata. come rosico! aaaaah!

      • Sunday said

        Non c’eri arrivata perchè al mio blog mancano i racconti di mesi di vagabondaggio per il Sud-Est Asiatico: sono la regina del procrastinare e a volte, pur di non cominciare a scrivere un post, mi invento che devo assolutamente inderogabilmente cercare quel vecchio libro, chissà dove lo avrò messo… e poi magari mangio qualcosa… e poi non dovevo telefonare a quell’amica?

  5. Wild Soul said

    Io sono in italia è sto patendo l’afa… non lamentarti delle nuvole e neanche della pioggia, io qui la desidero come l’acqua fresca nel deserto.

    – Michele
    ps: da ora in poi mi firmerò “Wild Soul” =)

  6. Linda Nataloni said

    Cara Smila, mi sono trasferita, con marito e figlia quattrenne al seguito, a fine luglio a vivere a Salford e la primissima cosa che i nuovi vicini mi hanno voluto raccontare è stato proprio l’eccezionale caldo che avevano patito nei giorni precedenti, felicissimi che questo “abuso” di sole fosse terminato…
    E’ da quando stavamo valutando lo sbarco in UK che ti seguiamo e capendo la tua astinenza da pizza ti soccorreremmo volentieri offrendotela fatta in casa (io ho fatto il corso di “PIZZA” al Gambero Rosso)…se l’offerta ti stuzzica troviamo un modo per metterci in contatto. 😉

  7. Ah ah ah quando si dice “Carpe Diem” ! Ben fatto Smilla, durato poco ma goduto tanto !… Io dalla pinura padana sono atterrata ad aprile in sardegna e non ho più visto una pioggerella nemmeno di 5 minuti tanto che stavo dicendo or ora al mio compagno:” ma a te non manca un po’ l’odore dell’asfalto bagnato? così, giusto due minuti”… Però in effetti, pensandoci, posso farne a meno !

  8. laubao said

    Che bello vivere dalle tue parti!! Che bello York! Mi manca tanto lo Yorkshire!!!!!
    Comunque, anche qua in Cambridgeshire abbiamo avuto un’estate spettacolare, che sembra ancora continuare, anche se molto più attenuata!! …io sto cercando di godermela tutta, proprio come fai tu…chissà quando mi ricapita!!!!

  9. manoel said

    30 gradi? pazzesco. pazzesco.

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