Lavorare in Inghilterra: la parola magica

11 luglio 2013

“Ciao capo, vorrei parlarti di una cosa, una cosa che mi preme molto. Sono un po’ in imbarazzo a chiedertela, sai, è una cosa un po’ grossa, sono giorni che penso a come dirtela. Scusa se mi permetto di osare così tanto, ho una richiesta da farti, ma ti prego, dimmi di no senza problemi se la rietieni eccessiva. Ecco, sai, vorrei partire per un periodo piuttosto lungo ma non ho abbastanza ferie e così ho pensato a una certa soluzione… pensavo che potresti farmi un contratto a tempo determinato per i prossimi mesi, diciamo fino a Settembre, poi a Ottobre potrei partire e al ritorno potresti farmi un altro contratto…”

“Feeeeeeeechissimo Smila, dove andresti?”

“Eh, da mia sorella, in Kenya”

“Oh la la, è bellissimo! Quando? Quanto? Vorrei venire anche io, occasione stupenda! Non puoi veramente rinunciare una cosa di questo tipo, sarà incredibile! Ah l’Africa, che meraviglia, ah il caldo, ah che sogno!”

“Ehm, eh, sì, bellissimo, però sai… le ferie, il lavoro, non posso prendere un mese di ferie, non saprei come fare… facciamo un contratto a tempo determinato così appena scade parto e quando torno lo rifacciamo. Dici che si può? Chiedo troppo?”

“Contratto a tempo determinato? Ma sei matta? No no non si può proprio fare! Non mi piace questa proposta, no no…”

“Oddio è che… non vorrei andarmene così, mi trovo bene a lavoro qua, non vorrei perderlo. Però vabè, se dici che non si può in effetti lo capisco. Vabbè dai, niente, tranquilla…”

“No ma che dici? E’ fichissimo!”

“Eh ma sai… un mese in Kenya è tanto, non ce l’ho un mese di ferie..”

“Ovvio!!! Ora facciamo un contratto a tempo indeterminato e poi quando ti pare prendi un mese di ASPETTATIVA”

Shock Corridor foto by http://www.littlewhitelies.co.uk

Shock Corridor foto by http://www.littlewhitelies.co.uk

“A-S-P-E-T-T-A-T-I-V-A”

“Eh.”

“Aspettativa?”

“EH! Non sai che significa?”

“Oddio, sì sì lo so che significa, però, cioè io… beh, come dire… aspettativa?”

“Eh, aspettativa. E’ normale. E’ un diritto del lavoratore, Smila.””

Africa, arrivo!

i piedi di mia sorella a malindi - foto di mia sorella

I piedi di mia sorella a Malindi – foto di mia sorella

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26 Risposte to “Lavorare in Inghilterra: la parola magica”

  1. la tua capa è una persona meravigliosa!

  2. Eh…capi così ce ne son pochi..

  3. Vabbè, quando ci vedremo mi riconoscerai subito, sono quella con l’invidia in faccia.

  4. sempre lei, la capa che ti porta a Glasgow. grande donna. dai che cosi’ci racconti del Kenya!

  5. mari said

    Buon viaggio Smila, buon bel viaggio 🙂

  6. luca said

    ..parola dopo parola mi tornavano in mente i no alle ferie perché ero assunto da “solo” un anno, i sospetti dei capi quando stavo in malattia, la vergogna provata nel chiedere qualcosa che non fosse un maggior carico di lavoro, l’imbarazzo nell’andare in vacanza perché poi i soldi finiscono ed il contratto scade.. F*culo Smila, sono contento per te ma stavolta mi hai fatto rosicare veramente di brutto!

    • 😉 luca che ti devo dire? onestamente non mi aspettavo nemmeno io una reazione così. penso sempre che osare sia lecito e mi preparo a una sportellata in faccia… e a volte mi dice culo.
      cmq quello che racconti tu l’ho vissuto anche io.
      questo era un post sullo shock. arriverà anche quello sulle riflessioni amare che questa scena ha comportato. partendo da quel “diritto del lavoratore” di cui a me, incredibile, ha parlato il mio capo…

  7. Ti prego, non fare più post contro l’Inghilterra dopo quanto ti ha detto il tuo capo… 😀 Vai, Smilla, divertiti davvero! E fai scorta di caldo, mi raccomando!

  8. Ma questa è una news fichissima !

  9. Admaiora Portfolios Creators said

    You go girl! 🙂

  10. Zio Stè said

    Non conosco le leggi su al Nord; qua al Sud ad esempio io l’aspettativa manco l’avrei potuta chiedere, non avendo gli anni di anzianità per richiederla.
    Poi che il datore di lavoro può sempre rigettare la richiesta… quello è tutt’altro discorso.
    Vai smila… ci vediamo tra poco?

  11. Michele said

    Un mese di ferie in italia mi è accaduto solo quando mi operai e non riuscivo ad alzarmi dal letto e al ritorno mi fecero storie su storie che mi ero preso troppo tempo -_- razza di schiavisti

  12. Sunday said

    Il preside della scuola in cui insegnavo in Italia mi aveva risposto allo stesso modo quando gli avevo comunicato che avevo intenzione di prendere un’aspettativa di 6 mesi per andare in Cambogia. Ed è la scuola pubblica italiana! Nel privato mi avrebbero dato un calcio nel sedere.
    Dove andrai in Kenya? Io lo adoro!! Facci venire il mal d’Africa con qualche bel post.

  13. muzungu said

    il piede di tua sorella e’ a Watamu, vicino Malindi. Ti ci porto!!

  14. […] Lavoro sì, ma intanto limbo. Esco con gli amici, e intanto limbo. Leggo i racconti di Gianni Solla, e intanto limbo. Guardo il telegiornale, ascolto la musica, parlo con S., scrivo il blog, scopro l’audio-tool di whatsapp, mando sms, ma tutto intorno è limbo. Ha la forma di un enorme calendario nel quale spunto i giorni che mancano alla mia Africa. […]

  15. […] di orari di lavoro umani, di straordinari pagati, di aspettative, di ferie, di retribuzioni adeguate alla mansione, di contratti a tempo indeterminato, di progresso […]

  16. Alberto said

    mi vien da piangere

  17. […] questione è stata affrontata qua, qua e qua. E pure in moltissimi altri post sparsi variamente in tutto questo blog. Del resto […]

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