Il senso dei Britons per l’arredamento

13 giugno 2013

Com’era la casa?
Uguale!

Sedie così brutte le avevo viste solo nelle sale riunioni dei film americani degli anni ’90, quelli tipo “Una donna in carriera” o “Il segreto del mio successo“, dove si vedono questi panorami incredibili dagli uffici mega-finestrati di Manhattan. Dove, cioè, proprio grazie a quei panorami, in genere non si faceva troppo caso all’arredamento tutto metallo e pelle nera, scuro e grigio come l’avidità dei cattivi della storia.

Ma anche se non lo notavamo, quell’arredamento c’era ed è riuscito per qualche strana ragione a trasformarsi in un’eredità tangibile e spaventosa che dai filmoni degli anni 90 americani, si è traferita agli appartamenti degli young professionals inglesi.

Ahimé, quelle sedie le ho riviste dal vivo: a casa mia!

Se scrivi “dinner chair” su google immagini le trovi subito:

Dinner chair

E le trovi su google con la stessa facilità con la quale le trovi nelle case inglesi.
Sono dappertutto, perché le case inglesi sono tutte uguali.
Tutte. Uguali.

Io, che dopo due anni qua non mi sono ancora arresa alla discrezione britannica e continuo a guardare insistentemente dentro tutte le finestre, a volte mi spavento. Non mi serve andare tanto lontano: nel mio palazzo abbiamo tutti la stessa cucina, si vede da fuori.
Di più: quando la scema dell’agenzia ci portò a vedere l’appartamento e dimenticò le chiavi a Liverpool, ci mostrò in sostituzione quello del terzo piano “Tanto è identico“.
Era vero. Stessa metratura, stessa pianta, stesso divano. Anche i decori erano uguali, così come la disposizione dei mobili.

Nello specifico, ogni appartamento di Manchester oggi è arredato così:

– sedie con schienale altissimo di finta pelle e struttura di legno o metallo (solo un pazzo può pensare di mettere sedie così ingombranti in appartamenti così piccoli, ma tant’è);
– un tavolino da pranzo minuscolo rotondo di vetro (rotondo!! rotondo cristosanto!!);
– uno specchio enorme piazzato sopra al divano (laddove in bagno, spessissimo, lo specchio non c’è!);
– un divano di finta pelle nera con davanti un tavolino da caffè di vetro (sì, i simboli più noti del papponismo);
– un armadio a due ante per la camera da letto. Una camera = un armadio (puoi pure piangere in slovacco, un armadio in più non te lo daranno mai);
– la moquette (arrendetevi. Forse troverete una casa dove alcuni spazi hanno un vero pavimento – più spesso un vero linoleum – ma una casa senza almeno un po’ di moquette è impossibile;
– un frigorifero piccolo (che avrete voglia di riempire di sole boccettine di super-alcolici, come la sua vera funzione di frigo-bar prevederebbe);
– un bagno senza finestra, senza mobiletti e senza presa per il phon;
– porte interne identiche alla porta d’ingresso (tutte troppo pesanti per gli interni e troppo facilmente sfondabili per l’esterno).

Non ci credete?

tipico appartamento di manchester #1

tipico appartamento di manchester #2

tipico appartamento di manchester #3(non lasciatevi fregare dalle apparenze: due volte su tre quello lì è linoleum, non parquet!)

Noi emigranti temporanei affittiamo case già arredate, nelle quali la personalizzazione si vede solo dagli accessori, mentre il resto del mobilio è quello standard. Il motivo, per noi esiliati, è ovvio: se compro un divano (per non dire un letto o un armadio) mi sento come se stessi mettendo radici qui (brividi!). Allora accetto quello che viene, e cerco di rendere il più possibile mia una casa nella quale i mobili mi fanno tutti abbastanza schifo.
Del resto, se sono sopravvissuta alla casa anni ’50 con carta da parati begiolina fiorata e cornici barocche dorate di Garbatella, posso tranquillamente affrontare lo stile low-Ikea offerto in terra albionica.

Però. Però.
Non è tristissimo? Non è banale? Non è completamente freddo e piatto e anonimo e deprimente proprio come quella maledetta, sempiterna pioggerella inglese!?

Io comunque le mie piccole strategie di resistenza le metto in atto.

Ho portato un tavolino mio e delle sedie rosse. Una libreria, i miei quadri e poster, un sacco di piantine che crescono a vista d’occhio. E anche un mucchio di altre cose.
Ma l’operazione che mi ha dato più soddisfazione è stato prendere quelle sedie cesse cesse e ingombranti che dominavano la sala e spostarle sul pianerottolo, ché se le vedo pure la mattina appena sveglia mi viene un senso di hopelessness.
Tanto non le rubano. Ce le hanno già tutti!

le mie orribili sedie confinate sul pianerottolo

Annunci

18 Risposte to “Il senso dei Britons per l’arredamento”

  1. Ahahahah orrore.
    Anch’io comunque, quando vado lì dove le tende non si usano, non posso fare a meno di guardare nelle case della gente, lo faccio anche qui 🙂

  2. baby1979 said

    Orrore veramente!! Qui almeno le case sono senza mobili, per cui sei cmq costretto a personalizzare…ma il dubbio resta…”oddio sto mettendo radici?? che faccio, prendo dei mobili scrausi per tamponare tanto me ne andrò o è inutile che prenda schifezze che dovrò cambiare tra 6 mesi perchè si sono rotte?”

  3. ant said

    pero’ su MADE vendono bella roba…
    si vede che quelli sono troppo per un appartamento da affittare.

  4. wow, come devono essere smooth quei sedilini di pelle. secondo me il landlord ha letto troppo 50 sfumature di grigio… vivi in un pied-a-terre lussurioso Smila, sapevo che non c’era da fidarsi di te.

  5. Nemo said

    Sembra il mio appartamento 😀

  6. Anna8 said

    Oh signur, troppo vero! in effetti cercando casa qui a Leicester ne abbiamo visto uno praticamente identico!
    Il nostro per fortuna non ha moquette ed era solo mezzo arredato, il divano ce lo siamo beccato. Quello che mi sconforta di piú sono i tavolini in vetro rotondi, ma perché?!? ci tocca sopportare…

  7. Ah ah ah che ridere! E’ proprio vero, gli anglosassoni in generale non hanno alcuna attitudine all’arredamento.Ma come si fa, dico io?! La casa, anche se in affitto è lo specchio dell’anima, n nido, un luogo di rifugio e di relax! E pensare che nemmeno troppo distante ci sono i paesi nordici che invece hanno una cultura ed un gusto per l’interior che mamma mia sono meravigliosi!!!

  8. misstuffo said

    ahahahahah è vero…anche io le ho trovate in qualsiasi casa inglese abbia abitato! e poi se per caso te ne cade una sul piede nudo….ahiahaiahi!

  9. Da said

    Riesci perfino a farmi interessare di arredamento! 😉 ti aspettiamo presto. Tu sai dov’è, tu sai com’è, tu sai quand’è!
    P.s.: a proposito, quand’è? 🙂

  10. Luci said

    Secondo me alla fine non ti è andata neanche troppo male. Quando ero in Inghilterra io (sembra mille anni fa, ma sono solo passati 10 anni) la gran moda era il fiorato a gogo’. Tutto: divani, tende, carta da parati, carta igienica, asciugamani del bagno, lenzuola, copriletto, vestaglia. Tutti con stili diversi a completare una bellissima moquette color… marrone!
    Ho trascorso il mio periodo inglese con gli incubi di essere mangiata dalle camelie o dalle rose spine.
    Ora che le camelie non mi possono piu’ attaccare guardo facendomi grasse risate “Escape to the Country” o “Homes Under the Hammer” e ti assicuro che quello che descrivi tu in confronto non è nulla rispetto a quello che tanti inglesi ancora amano.

  11. Michele said

    Il tavolo rotondo di vetro è una tortura per me. xD bellissimo anche questo articolo. =)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: