Il dio del punk-rock

6 dicembre 2012

E’ proprio inverno inverno: temperatura attorno allo zero e pozzanghere ghiacciate. Per fortuna oggi lavoro da casa e dopo il caffè della mattina apparecchio il tavolo a mo di scrivania e comincio la mia giornata senza dover prima affrontare le intemperie. Guardo S. uscire bardato come per scalare una montagna e godo della mia piccola fortuna di oggi.

A metà mattina inizia a nevicare, mi esalto per un decimo di secondo e poi mi faccio prendere da brividi pavloviani. Rinvigorisco la temperatura del termosifone e mi faccio un tè. Copertina sulle gambe e continuo a lavorare.
Dalla finestra vedo passanti intirizziti affrontare il gelo e un vento che li porta via. Io me ne sto al calduccio, coi calzettoni di lana.

Non uscirei manco morta.

Anzi no!

C’è il concerto dei Rancid oggi, devo farmi forza. Un concerto è l’unica ragione al mondo che può portarmi fuori di casa con un tempaccio così.

Mi metto le calze, i leggins, i calzini, gli stivali. Più un’altra serie di vari strati che alla fine, incredibilmente, fanno di me una persona calda che però non somiglia per dimensioni a un pupazzo di neve. Poi guanti, doppio cappuccio e ombrello. Esco.

Sta piovendo come all’epoca di Noè, con in più un vento a cento nodi che rende inutile l’ombrello, ma devo andare a piedi perchè il traffico infernale renderebbe inutile il mio viaggio in bus.

Piove piove piove e non riesco nemmeno a tenere gli occhi aperti per quanto vento c’è. Mi faccio gobba sotto la tempesta e continuo a camminare solo perché il dio del rock mi sprona e mi dà foza (mentre il dio del punk mi fa bestemmiare contro l’Inghilterra, l’inverno e il governo ladro).

Incontro S. e le imprecazioni raddoppiano, ma anche l’incitamento e l’eccitazione per l’attesissima serata di punk-rock.

“Uscire oggi è un grande sacrificio, ma i Rancid se lo meritano tutto”

“Si meritano anche che io non veda la partita del Napoli!”

“Però strano, non ci sta nessuno là davanti”

E’ la prima volta che andiamo a un concerto alla Manchester Academy, forse abbiamo sbagliato edificio. Sì, giusto, è l’edificio accanto, ma dove si entra? Chiediamo a quel tipo con la maglia con scritto Staff.

“A che concerto dovete andare?”

“Ai Rancid”

“Avete i biglietti?”

“Sì, eccoli”

“Ah, sì, venerdì 7 Dicembre. E’ domani! Ahahahahahaahahah!”

“….”

Rancid, Friday 7 Dec, Manchester Academy

Rancid, Friday 7th December, Manchester Academy

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10 Risposte to “Il dio del punk-rock”

  1. Ahahahahah! mi sto sbragando!
    Pensa l’entita’ della tragedia se questa stessa giornata fosse arrivata il giorno DOPO il concerto..

  2. Vetekatten said

    Ciao! Leggo spesso ma non commento mai. La scorsa settimana sono stata a Manchester per lavoro e sticazzi che freddo, ma soprattutto, la tamarraggine della gente mi ha spaventato. Per te che ci vivi: Respect girl!

    • hai visto?! è da pazzi eh!? ma sei capitata di sera di weekend? è lì che si dà il meglio! cmq mannaggia, mi dovevi chiamare ti facevo un tour della truzzità inglese, tipo bird watching!

      • Vetekatten said

        sono arrivata domenica scorsa e me ne sono andata via venerdì. Avevo pensato di scriverti ma alla fine ero con dei colleghi che non vedevo da tanto e mi spiaceva paccarli. Ma tanto ci torno di sicuro perchè il mio capo sta lì. Cmq, che fauna, mioddio! Ma le ciglia finta sono parte della divisa di lavoro obbligatoria????

  3. Ma LOL!
    Ma quindi poi com’è stato? Freddo e poi? 😀

  4. Alberto said

    Immagino le vostre facce…..

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