Looks like Christmas came early for me

14 novembre 2012

La festa di accensione delle luci di Natale è andata: concertone trash, subumani in delirio e babbo natale gigante piazzato di fronte all’entrata del palazzo del comune, così se vieni a visitare Manchester sotto le feste non puoi vedere uno dei pochi palazzi storici di questa città tutta nuova e futuristica.

Con tutte le lucette accese e le vetrine addobbate e i mercatini sparsi per la città questo spirito cretino di Natale mi stava quasi per contagiare; me ne sono accorta quando l’altro giorno ho pensato di addobbare l’albero. Era il 9 Novembre!

Per fortuna però sono rientrata in me e ho desistito, ho ripreso coscienza e mi sono resa conto che non era per niente Natale. Ma non per questo non era ora di farmi un regalo! Allora ho deciso che visto che mi facevo un regalo, potevo anche farmene due, no?!

Prima di tutto mi sono regalata la mia terza lettera di dimissioni* in terra albionica (che in Italia non serve mica, sei già fuori prima ancora di ricordarti i nomi di tutti i colleghi). Ho scritto la lettera in cinque minuti, con un tono a metà tra lo spocchioso e il liberatorio che diceva più o meno così:
Questo lavoro è una palla, non mi piace per niente. Ho trovato insufficienti i vostri tentativi di trattativa per farmi restare e mi sto cercando un altro lavoro. Se in futuro vorrete offrirmi qualcosa di più serio sarò lieta di considerare la vostra proposta. Tante belle cose, eh?!“.
Nel mentre S. stappava una bottiglia di vino rosso e gli amici in visita per il weekend inventavano un brindisi degno dell’occasione.

Ma potevo forse accontentarmi di un semplice brindisi per un avvenimento tanto agognato e così felice? Ovvio che no. Allora mi sono regalata anche un weekend a Edimburgo (sarò lì questo sabato e domenica. Suggerimenti sulla città nei commenti, please!).

A quanto pare, comunque, regalo porta regalo e allora la mia settimana delle buone notizie ha continuato ad alimentarsi senza sosta.

Due giorni dopo le mie dimissioni ho avuto un’altra proposta di lavoro: interessante, stimolante, svolgibile variabilmente sia da casa sia dall’ufficio. Ho accettato subito e sono corsa a rispondere di persona alla riflessione della mia ex capa che aveva seguito la mia lettera di dimissioni con un “ti pare saggio lasciare un lavoro senza averne ancora trovato un altro?”. La mia risposta di sofisticata professionista: “Pappappero!”.

E poi che altro? Ah sì, il mio nuovo lavoro flessibile mi permetterà vacanze di Natale lunghe lunghe che manco zia Vittoria quando torna dall’Australia! E se non è un regalo questo…

Penso allora ai Wombats quando dicevano che Natale era arrivato prima

E spero che questa serie di eventi positivi uno di fila all’altro non venga seguita da una serie di insopportabili sfighe, ché se pure per una volta c’ho un credito con la fortuna possiamo lasciarlo stare così, eh, non è che devo subito rimettermi a pari, cazz! Dopotutto, fortuna più sfortuna meno, sempre in esilio sto, mi pare.

*A questo punto l’unica grave, gravissima pecca di questa serie inaspettata di fortunati cambiamenti nella mia vita è che perderò il party di Natale dell’azienda per il quale avevo già comprato un nuovo taccuino per gli appunti. Purtroppo non sarò ammessa e a meno di infiltrare qualche collega non avrò materiale disponibile per la preannunciata serie di post “50 sfumature di trash” che sarebbe derivata da quella serata.
Però vabbè, facciamocene una ragione. Oltretutto, a questo punto anziché andare al party andrò al concerto dei Rancid, band del punk rock il cui nome rievoca comunque lo stesso sapore della festa dell’ufficio. Siamo più o meno allo stesso livello su!

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19 Risposte to “Looks like Christmas came early for me”

  1. Biancume said

    sentiremo la mancanza di 50 sfumature di trash a meno che tu non decida di infiltrarti magari travestita da babbo natale 😉

  2. pappapero! XD

    se posso chiedere, come mai salti da un lavoro all’altro? non ti piacciono, trovi difficoltà con i colleghi, cerchi di meglio?
    sono solo curiosa ovvio! 😛

    in che campo hai trovato quest’ultimo lavoro? ti invidio davvero per aver trovato qualcosa che trovi così stimolante e che ti da pure questa flessibilità! 🙂

    ciao!!!

    • amica, la vita fa già così pena che se poi passo le giornate a fare un lavoro schifoso allora niente ha più un senso! in UK puoi ancora dimetterti e cercare un lavoro che ti piace di più. è l’unica cosa positiva di vivere qua. e il concerto dei Rancid, ovvio!

  3. Piero said

    Grande storia anche questa!!!!

    grazie!!!

    Piero

  4. Eilan82 said

    Grande! Anche io mentre ero lì ne avevo approfittato per un weekend a Edimburgo… vedrai che ti piacerà!!!! 😀

  5. andrea said

    sono indiscreto se ti chiedo che lavoro fai, di cosa ti occupi? i tuoi racconti mi affascinano sempre, ciao!

    • Joseph said

      secondo me la sua risposta è si xD

      • ahah! mannò dai, diciamo (senza entrare troppo nello specifico che non è questa la sede) che lavoro nella comunicazione di un’agenzia di traduzione. niente di fichissimo, ma è una cosa che mi interessa abbastanza; diciamo che mi sembra meno cretina di molti altri lavori che ho fatto in passato! poi qualcuno diceva che non sono le domande ad essere indiscrete, ma le risposte!

  6. mari said

    Smila senti, a parte ringraziarti del plumbeo-allegro che metti nelle mie giornate romane (solari-allegre, come ricorderai. no non piangere, “non è questa la sede” 😉 ), volevo dirti che a Edimburgo c’è un B&B in cui conoscono mia sorella, per avere lei soggiornato lì, nonchè trasfuso negli inetti proprietari innamorati dell’Italia i suoi (risibili, ma certo ad Edimburgo saranno parsi superiori) skills nella confezione della pastafattaincasa.
    Le cronache riferiscono anche del meraviglioso rampollo della coppia che si aggirava per casa, dettaglio utile a godere delle bellezze della città nel caso piovesse troppo e non si potesse uscire.
    Se non hai ancora trovato una casa ti mando l’indirizzo.

    molti baci, anche a S.

    • amica a saperlo prima avrei approfittato del rampollame del B&B che suggerisci tu, ma a questo punto ho già prenotato. una soluzione da poveri-ricchi e vecchi-giovani, cioè una camera privata in un ostello! mah.

  7. andrea said

    @smila grazie!

  8. Filippo said

    Sempre piacievoli da leggere i tuoi post!!!!qndi nn ho capito se il Natale lo festeggi qui o in UK…..

  9. Cristiano said

    al principio non sapevo se questo post mi fosse piaciuto. Non per il modo in cui è scritto, visto che mi fa impazzire il tuo stile, ma piuttosto per la supponenza nel descrivere il cambio di lavoro con la stessa facilità di cambiare le scarpe. Però poi mi son detto: ma non è questo in cui credo quando parlo di “flessibiità del mercato del lavoro”?

    • esatto! la supponenza non era voluta, però sai: sto qua in esilio e mi sento meno fortunata di quelli che sono rimasti. sono sempre sul filo del depresso perché me ne voglio tornare a casa….se non combatto con tutta me stessa per avere almeno un lavoro decente allora è la fine! ora vediamo quanto duro nel nuovo lavoro!!! m’è piaciuto sto commento cmq, cristiano!

  10. Seee ma allora cosa parlo a fare. A Glasgoooow!

  11. Eilan82 said

    No, aspetta, hold on: anche io ho lavorato a Manchester nel settore delle traduzioni!!! O_O’
    Oddio, non è che lavori dove lavoravo io prima? XD

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