Andare via dall’Italia: top 5 dei gadget fondamentali

26 settembre 2012

Dopo aver visto come si fa a decidere di lasciare l’Italia in cinque minuti e come ci si sente durante i primi mesi di lontananza, ecco un post di servizio sui gadget fondamentali senza i quali trasferirsi in un altro paese si trasformerebbe in un incubo alla Stephen King, una sorta di labirinto di Shining dal quale non si uscirà se non sottoforma di ghiacciolo.

Perché se uno pensa “vabbè allora mo metto calzini e mutande in una valigia, compro un biglietto Ryanair a 2 euro (più 150 euro di tasse) e parto poi le cose me le compro là”, allora è fritto. Ah, quante stragi ha compiuto la superficialità!

I fondamentali che non possono mancare in valigia sono quelli che, per l’inesorabile legge di Murphy, nei giorni dei preparativi pre-partenza si saranno nascosti negli anfratti più remoti della vostra memoria, ma che, una volta che il portellone dell’aereo sarà stato chiuso dietro le vostre già pesanti spalle, inizieranno a manifestare tutto il loro valore.

Ecco dunque la Top 5 dei fondamentali, i gadget senza i quali la vita all’estero si trasforma da una simpatica avventura per gente che ha ancora qualche speranza, in tragico affanno con conseguente sconfitta:

cosa mettere in valigia, i gadget fondamentali

5. L’adattatore di corrente: vi pare una considerazione scema? Sappiate che tutti quei negozietti di cianfrusaglie a 1 euro che avete visto durante primo giro di avanscoperta attorno alla vostra nuova casa saranno spariti nel momento in cui dovrete asciugarvi i capelli col vostro phon da viaggio da 50 watt, o quando dovrete mettere la sveglia per il vostro primo colloquio di lavoro, o quando, tragedia suprema, il vostro cellulare sarà scarico. L’adattatore deve partire con voi, tenetevelo in tasca, accarezzatelo durante il volo, voletegli bene. Lui vi ricambierà salvandovi la vita.

4. Il passaporto: no, non la carta d’identità, pure se restate in Europa. Il fallimento dell’Italia è evidentemente anche da una piccolezza come questa. Per noi italiani viaggiare con in tasca la carta d’identità è normale, e pensiamo che basti perché in effetti dovrebbe essere riconsciuto in tutto il territorio europeo. Ma pensateci bene: vi rendete conto che la nostra carta d’identità è un documento ufficiale con varie parti scritte a penna? Ufficiale e penna nella stessa frase? Se volete risparmiarvi un sacco di palle negli aereporti e negli uffici, portatevi un passaporto: è familiare a tutti, in tutto il mondo, vi renderà la vita più facile. Se non è scaduto, ovvio, chiedetelo a S.!

3. Klik mobile: è meglio di Skype, meglio dei social network, meglio di ogni voip. E’ il gadget che trasforma il vostro cellulare in un telefono di linea fissa. Ma non un fisso normale, un fisso fico, superpotenziato, che è uno e trino, perché contiene i numeri di fissi di tre nazioni: uno italiano (di Napoli!), uno inglese e uno statunitense. Si compra all’aeroporto, si mette nel cellulare, si tiene in tasca e lui squilla. Il tuo amico ti chiama dal fisso a costo zero come se stessi ancora nella città di sempre, solo che poi, ecco, organizzare un aperitivo dell’ultimo minuto resta comunque un po’ complicato. Per il resto è geniale.

2. La caffettiera e le tazzine: no, non li potete comprare in loco, perchè fuori dall’Italia la caffettiera è una roba di un esotico che manco i cocchi e le palme delle pubblicità di Bilboa. Per comprare una caffettiera e un set di tazzine in un’altra nazione ci vogliono gli stessi soldi che per fare un viaggio al mare in inverno. E non pensate che il caffè non vi mancherà. Ingenui! Prima di partire pensavo che l’unica cosa che mi sarebbe mancata, alimentarmente parlando, era la pizza. Invece no. Mi manca il caffè. Perchè un surrogato della pizza bene o male si trova e si sopporta, oppure la pizza si può fare a casa. Ma il surrogato del caffè non si può affrontare. E arriverà il momento in cui sarete stanchi di bere caffettoni annacquati nei vari Starbucks, o caffettini finti delle varie Nespresso e simili, e avrete nostalgia del caffè della moka, del borbottio sopra al fornello, dell’attesa del momento giusto per fare la cremina con lo zucchero, di quel sapore che non ha la cremosità un po’ chimica delle pubblicità, ma è familiare e un po’ demodè come la casa della nonna. In quel momento potrete sopire la nostalgia, e indugiare in qualche ricordo, solo se sarete stati previdenti. Inutile dire che non potete bere il caffè nelle tazze da cappuccione, né nei bicchieri da vino. Ci vogliono le tazzine, e vi dovete portare dalla patria pure quelle.

1. Il poster: e ho scritto “il” non a caso. Dovete portarvi il poster (il quadro, per i più abbienti) che avete da tanto tempo (sì, ma no quello dei Take That di quando eravate adolescenti, eh), quello che vi ha guardato dalla parete della camera mentre eravate contenti e mentre piangevate, mentre facevate le feste e mentre vi sentivate soli, mentre litigavate col fidanzato e mentre raccontavate i segreti alle amiche. Quello lì, portatevelo. In una casa nuova di un palazzo nuovo di una città nuova di una nazione nuova dove non si parla la vostra lingua, sarà facile sentirvi smarriti. Allora appena arrivate nella nuova casa non correte a dare fuoco ai sanitari come Nanni Moretti! Srotolate il poster e ricordatevi che casa è dove siete voi e i vostri ricordi.

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21 Risposte to “Andare via dall’Italia: top 5 dei gadget fondamentali”

  1. sottoscrivo tutto! grande smila

  2. Piero said

    Simatico post, come sempre…!!!
    E posso commentare e dire la mia!!!
    TUTTO VERO!!!!!
    2 sole cose da aggiungere, allora, il punto 1) quello del poster, hai ragione, anche se io sono quasi 10 anni che ho lo stesso poster in camera, ovunque sia mai stato, Svezia, Inghilterra, Italia e ora Irlanda, ma l’ho sempre ricomprato in loco, visto che e’ famoso e bello!!!
    Riguardo al passaporto e carta di identita, hai perfettamente ragione, viaggiando anche in giro per l’europa ti guardano sempre strano, senza contare che l’Italia ha anche in giro le carte di identita NUOVE che sono simili alla patente nuova!!!
    Ultima cosa sul passaporto, deve essere valido, e all’estero NON SERVE che tu abbia pagato il bollo annuale, perche e’ una cacchiata solo ed esclusivamente italiana che devi regalare 60 euro l’anno per avere il passaporto, però se lo usi entrando in italia, sappi che “potrebbero” farti storie, e se trovi il polizzioto ligio al suo dovere al 100%, potrebbe farti pagare il bollo e farti anche la multa, senza contare che perderesti qualche ora del prezioso tempo in italia, per colpa di questa cosa!!!!

  3. Se entri in Italia con volo europeo non possono chiederti la marca da bollo perche non sei tenuto a pagarla per viaggiare in europa! Basta che mostri solo la carta di identita su suolo italico!!

    • madò quante scartoffie. se mi porto mamma a testimoniare chi sono vale?

    • Piero said

      se hai la carta di identità con te, si, ma se sei in aereoporto, volo Parigi-Milano, e a Milano hai solo il passaporto, mbe, hai problemi, perche il passaporto per essere “usato” in italia deve avere la marca da bollo!! QUINDI ho hai anche la carta di identità con te, oppure potrebbero farti problemi!!!

      • Alberto said

        In un volo Parigi – Milano non faranno problemi perchè come recita la norma: “N.B. Resta però invariata l’esenzione dal pagamento della tassa annuale di concessione governativa, negli anni successivi al rilascio, nel caso di utilizzo del documento nei Paesi U.E. ” se poi da Parigi vai a Rio de Janeiro, i francesi della marca da bollo se ne fregano. http://poliziadistato.it/articolo/10301/

      • Piero said

        Ciao,
        Grazie della info, io infatti sapevo una cosa proprio differente, che era quella che ti avevo detto.

  4. Ron said

    La cosa tragica è che c’e’ un’altra cosa fondamentale, indispensabile, necessaria, essenziale, vitale, urgente, doverosa, inevitabile, insopprimibile, irrinunciabile, impellente, imprescindibile, che l’Italiano Qualunque vorrebbe portarsi sempre con se’ all’estero….ma non puo’……perchè in valigia non ci sta……
    indovinello x te Smiletta mia : COS’E’ ?!?! ; )

  5. miononnoincarriola said

    Io non potrei partire senza il fidanzato :/

  6. Quella roba del telefono fisso è una figata, ma anche il poster. C’hai ragione, se mai dovessi scappare da questa Nazione del cavolo, mi ricorderò delle tue parole, amica 🙂

  7. Eilan82 said

    Quoto! 😉
    E cmq il poster dei Take That a Manchester ci sta tutto, eh! hahahahahahahahaha! 😛

  8. thehe carta con numero di Napoli, fantastico! Ho cercato di capirci qualcosa di sta kilik mobile ma mica mi è chiaro. e i miei amici non hanno telefono fisso dal 1998. già tanto se hanno una casa. sic.

  9. Da said

    Tony Pagoda ti è entrato nel sangue a te! 🙂

  10. luca said

    secondo me due cose, le tazzine da espresso le trovi anche all’estero(io abito da 12 anni fuori dai confini italici) e poi la carta d’idendita’ in europa va benissimo, non serve il passaporto come dici smilla. per un frequent flyer come me alle volte con il passaporto rompono le palle, domande sui vari timbri, ecc ecc

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