La lista

20 settembre 2012

Per quasi un mese ho scritto nella mia testa il post celebrativo (o, meglio, di mera notifica) del compleanno di questo blog. Ma l’esito di tanti appunti mentali presi nei momenti più ridicoli delle mie giornate era un misto di nostalgia e autoincitamento, incapace di scegliere se stare dalla parte dell’ottimismo o della disfatta.

Del resto il pensiero di fare un bilancio (che parola orribile!) del mio primo anno di vita inglese mi dava il voltastomaco. Le riflessioni sul passato, così come i progetti per il futuro, sono del tutto estranei al mio carattere. E anche al periodo storico attuale, a dire il vero.

Allora ho cancellato le idee per quell’insipido post e il compleanno del blog è passato senza segnalazioni, senza clamori, senza lacrime, senza entusiasmi.

Ho cancellato tutto, tranne una breve e incompleta ma estremamente significativa lista. Non la voglio perdere perché la trovo interessante ed esplicativa, non semplicemente per i soggetti che elenca, ma soprattutto per la prospettiva dalla quale parte.

Un anno dopo il mio arrivo in Inghilterra, vissuto nell’alternarsi di sensazioni negative come la lontananza e positive come una certa stabilità economica, tutto quello che sono riuscita a scrivere è l’elenco delle cose che mi mancheranno quando me ne andrò da qui. Eccolo:

  • Xfm, una radio che ti sveglia al mattino coi New Order e riesce a non deluderti per tutto il resto della giornata;
  • Boots, una sorta di Acqua & Sapone con una marcia in più. Potrei viverci, lì dentro.
  • Royal Mail, un servizio postale di cui ti fidi come di tua madre;
  • Digestive McVitie’s, ché ci stanno pure in Italia, ma costano il triplo e a quel punto faccio colazione al bar.

Il fatto che per commentare la mia vita in Inghilterra l’unica cosa che mi sia venuta in mente è una lista di cose positive che mi mancheranno quando me ne andrò mi pare il compendio più eloquente di quello che provo. Lo provavo appena arrivata e lo provo ancora oggi, nonostante la mia vita inglese mi sia ormai familiare: è un po’ rimpianto e un po’ benessere, un po’ tranquillità e un po’ difetto, adattamento misto a provvisorietà.

E’ un pensiero in continuo oscillare tra l’osservazione di quello che c’è di buono e la necessità comunque insopprimibile di smettere di stare qui.
E’ un pensiero che c’è e non c’è, una lista in fieri che non si completerà mai, una giornata normale ma migliore, un compleanno che non è una festa.

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17 Risposte to “La lista”

  1. Giovy said

    Boots ha davvero una marcia in più.
    Ed io amo le Digestive.

    La cioccolata Cadbury non ti piace?

  2. Fra said

    Ma come mai vai via? Io sto in Svezia e invece di mancarmi l’Ialia, mi manca la Gran Bretagna dove ho passato in tutto solo 8 mesi fra Londra ed Edimburgo e in due momenti separati. Mi sono pentita di essere tornata in Italia. E non sono tanto contenta di essere venuta in Svezia.

    • non vado via, ahimé. sto qua. non so per quanto ancora, ma sto qua. immagino che la svezia sia ancora più faticosa. in bocca al lupo.

      • Fra said

        Faticosa sì. Ha degli elementi che mi ricordano troppo l’Italia: come il dover conoscere qualcuno per lavorare. Fra poco saranno tre mesi che sto qua, ma ancora non sono riuscita a trovare anche un semplice lavoro per mantenermi. Cerco sia il mio lavoro (siamo colleghe) che lavoro come cameriera (ho esperienza di cameriera sia in Uk che in Italia… nulla di che, ma in Uk con due mesi di esperienza ti dicono che “Ok, è come andare in bicicletta”. Qua è come in Italia: due anni sono pochi e chissà se anni nel settore della comunicazione non mi abbiamo resa incapace di portare un cappuccino al tavolo!). La gente è gentile: con gli autoctoni mi trovo bene… calcola che mi invitano pure a casa loro! Però… manca quel non so che… manca quel mettere alla prova le persone, quel testare persone per un lavoro anche se non le si conosce. Poi molte cose sono peggiorate qua: sicuramente un cittadino europeo non ha vita facile. Me lo aspettavo: mi aspettavo anche peggio, ma… il fatto non è solo la difficoltà… è solo che mi piace di più come è in Uk. Non saprei come altro spiegarlo 😀
        In Uk andai nel 2000 e ritornai perché a 20 anni mi mancavano i miei e perché il fidanzato dell’epoca voleva andare in Spagna. Poi tornai nel 2009. Dopo due mesi che stavo là mi fecero una chiamata dall’Italia: serviva un addetto stampa per un politico. Io come una fessa son tornata: perché dico fessa? Perché quel lavoro durò solo 4 mesi (di cui uno gratis) e dopo quello venne solo precariato e stress per mantenere più di un lavoro per portare uno stipendio sotto la media italiana. Feci l’errore di tornare senza garanzie: oramai serve una garanzia non per partire! Ma per tornare! Tornare per un lavoro precario? Non potevo fare cosa più stupida… me lo presentarono come un lavoro di un anno e ottimamente pagato e poi… magia: di colpo non ci stava più nulla se non io col conto azzerato! Spero che -se dovrai tornare- qualcuno ti offra un contrattino di almeno quattro anni e ad almeno 1.800 al mese, perché nel Belpaese si sembra che le cose vadano peggio di giorno in giorno. Salutoni! E salutami Boots!

  3. hellpesman said

    l’idea della lista mi piace, posso rubarla 🙂

  4. I McVities li uso per fare il cheescake. Hai ragione, costano un botto e considerando quanti ne mangio a colazione…
    Mi piace questo tuo primo anno, da qualche mese mi pare di viverlo insieme a te, anche se da lontano. Il prossimo compleanno, però, lo voglio senza quel velo di tristezza che aleggia a mezz’aria…
    Auguri Mila 😉

  5. taral said

    Quel sentimento di cui parli, tra adattamento e provvisorietà mi è fin troppo familiare…;-)

  6. mari said

    dai dai, chè almeno ora hai le tazzine!! 🙂

  7. Io finisco sempre da Superdrug, provo tutti i trucchi di Bourjois, poi penso che anche di Rimmel non sono male, poi mi inoltro in quelle altre marche anomale e allusive, e poi nonostante i mille saldi 7×2 prendi tre paghi due e mezzo, non compro niente. sono troppo tirchia. buon anniversaire.

  8. andrea said

    domanda (forse un po’ ingenua): ma se vuoi tornare in italia e continui a stare in uk, come pensi di trovare un nuovo lavoro qui nel bel paese?

    • eh, come penso?! mando cv in italia tutti i giorni. ma le offerte che ottengo sono ridicole e inaccettabili. continuo a cercare….

      • Fra said

        Credo che l’unico modo sarebbe lavorare per una multinazionale che ti trasferisca dal Regno Unito all’Italia, perché se si aspetta che gli stipendi aumentino nel “Belpaese” si sta freschi. Anzi, probabilmente le buste paga tricolori saranno sempre più leggere, soprattutto per chi ha dai 40 anni in giù (prima si era senza esperienza e dunque si lavorava gratis; poi si era precari e dunque pagati pochissimo per legge e senza diritti, senza ferie, malattia, maternità; se ci aggiungiamo che la Fornero ha già pronto il regalino per quando avremo 50 anni: siccome produrremo meno, dovremo avere uno stipendio più basso… più basso di così?!).
        Smila, dovresti -con discrezione, eh…- fare un post sulle offerte ridicole che ti giungono dall’Italia. Certo, immagino che molti le troveranno comunque ottime in base alla teoria che la “gavetta” debba durare almeno 35 anni. Non so se sarebbero della stessa opinione se avessero sotto gli occhi le paghe britanniche per le posizioni corrispondenti a quelle italiane.

  9. resistenzaBirmingham said

    A noi però la Royal Mail ha inculato delle magliette 😦

  10. Ho comprato le McVities per via di questo post. la mia ciccia è sulla tua coscienza.

  11. […] memoria del primo anniversario e del giorno della partenza, che sembrano entrambi inspiegabilmente […]

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