I scream ice cream

23 giugno 2012

E’ come stare in un sottomarino

S.

Mi sveglio sotto una pioggia che ha trasformato Manchester in una specie di Venezia, mentre le previsioni del tempo parlano di inondazioni in tutto il Regno Unito. Alcune stazioni sono allagate, i bus tardano e le file alle banchine dei taxi ricordano gli scioperi di Roma. Nonostante l’ombrello, l’impermeabile e i wellies arrivo a lavoro fradicia e devo asciugarmi sotto i bocchettoni dell’aria per le mani. Ringrazio il dio dei poveri per non avermi fatto comprare il costosissimo biglietto per il Festival dell’Isola di Wight, visto che i traghetti non passano e arrivarci sarebbe stato impossibile.

Guardo fuori dalle finestre ed è come stare davanti all’oblò di una lavatrice durante il risciaquo. Sono onde quelle che sbattono sui vetri e mi chiedo se riusciranno a sfondare.

Un giugno così freddo e così piovoso non si viveva da oltre cento anni. Dovevo viverlo proprio io che mi sento a mio agio solo tra i 28 e i 40 gradi?

Mi arrendo, è inutile continuare ad aspettare: l’estate non arriverà.

Allora fingo. Studio strategie per illudermi che sia estate. Compro la giardiniera, il mais, il prosciutto cotto a dadini, il formaggetto: faccio l’insalata di riso e la mangio a pausa pranzo, seduta vicino a un termosifone, con gli occhi chiusi, sognando di stare su un prato. Sapore d’Italia.

Conservo in frigo una bottiglia di vodka e una di succo di frutta. Quando rientro a casa dopo lavoro preparo un cocktail giustamente proporzionato: metà e metà. Lo verso in un bicchieretto bellino e lo bevo mentre parlo su skype con gli amici italiani sudati e svestiti. Pare di essere con loro. Sogno le vacanze, sogno il mare, sento la sabbia bollente sotto i piedi.

La strategia dei sapori estivi sta funzionando e sento che dopotutto se la vita è tutta una finzione allora anche il mio corpo e il mio cervello un po’ scemo li posso ingannare. Ho l’estate in bocca, sono in Italia. Posso farcela: vincere l’abbattimento, superare la delusione. Con gli occhi chiusi, la pancia piena e la testa un po’ brilla posso pensare che sia estate anche per me. Sta andando tutto benissimo.

E allora faccio ancora un altro passo.

Vado a comprare il gelato.

Mi tuffo nella parte inforcando gli occhiali da sole e tutta baldanzosa vado da Tesco pensando “fragola, cioccolato, caffè, pistacchio”. Arrivo al reparto congelatori e esagero: “ah, finalmente un po’ di freschetto”. Trovo i gelati e sbam.

Oddio e mo che compro? Cookie Dough Mon-Star? Billionaires Dynamite? American Dreamcake? Rocky Road of Love?

CHOKABLOK ICECREAM, 5 FLAVOURS

Chockablok Icecream 5 flavours

Ma che gusti hanno sti gelati? Dove stanno i coni? Dov’è la nocciola? E stracciatella?

Torno prepotentemente alla realtà, all’improvviso e senza poter reagire. Questo non può essere un gelato. Allora questa non può essere l’Italia. E questa non è l’estate. Fa di nuovo freddo, sono di nuovo bagnata, il cielo è tornato grigio e nuvoloso.

Fine del sogno. Mi tocca aspettare le ferie.

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4 Risposte to “I scream ice cream”

  1. stazzitta said

    fatte lo zabaione caldo.

  2. no! la vodka in frigo no!

    a parte questa blasfemia bellissimo post, io e fidanzata ci siamo riconosciuti appieno (ma la vodka in frigo no per caritá sennó piango)

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