Elogio della varietà

22 febbraio 2012

Il posto fisso è monotono

Mario Monti

noia pattern

Il posto fisso è monotono, una noia mortale, sono d’accordissimo. Il ché è un fatto molto positivo. Il posto fisso è un lavoro che uno fa tutti i giorni, per svariate ore al giorno, per anni dopo anni dopo anni dopo anni. Se la ripetitività di questa attività è così intensa vuol dire che hai un posto fisso, ottima cosa.

Il posto fisso è monotono e va bene così, perché il lavoro è quello che faccio per guadagnare dei soldi che userò per condire la mia vita vera, cioè quella al di fuori del lavoro. E’ un male da sopportare, una pena da scontare per raggiungere un obiettivo. Lo faccio per soldi, non per divertirmi. Il mio interesse rispetto al lavoro è avere dei soldi in cambio.

Ennò, non mi faccio fregare da chi mi dice che devo cercare le soddisfazioni nel lavoro: no, sono un animale sociale, io, e non sono così arida da riporre nel lavoro le mie aspettative, e anche se avessi delle soddisfazioni dal lavoro, in ogni caso questo non mi impedirebbe di reclamare i miei soldi alla fine del mese.

Non mi interessa arrivare in ufficio e trovare dei fiori sulla scrivania regalati da un ammiratore segreto, nè avere lo chef Vissani a gestire la mensa, né che si organizzino festicciole coi trenini una volta alla settimana. Mi va bene guardare la rotonda grigia col traffico fuori dalla finestra (o anche non avere la finestra), mi va bene parlare con lo stesso cliente al telefono dalle 2 alle 10 volte al giorno, mi va bene fare ogni giorno lo stesso tragitto da casa al lavoro e viceversa. Mi va bene vedere sempre la stessa persona di fronte a me e avere un accredito sul mio conto sempre lo stesso giorno del mese.

Mi va bene perché non è il posto fisso che fa di me quello che sono. Io sono tutto quello che mi succede nelle ore che non passo a lavorare. Ed è in quelle ore che rifuggo la monotonia.

Quando non sto lavorando, la varietà la amo profondamente. Anzi la voglio. Anzi, non la voglio, la pretendo (e se non cogli la citazione puoi anche smettere di leggere). Ecco perché ho deciso di stilare una lista di alcune cose dalle quali pretendo la più profonda, totale, completa, multiformità.

  • i coriandoli che lancio alle feste di carnevale: li voglio di tutti i colori;
  • le onde del mare quando passeggio sul bagnasciuga: devono andare in tutte le direzioni;
  • le m&m’s: non sarebbero la stessa cosa se fossero tutte solo verdi;
  • i regali per il mio compleanno: sempre diversi ogni anno;
  • i film al cinema: uno nuovo ogni volta;
  • andare ai concerti: mai la stessa scaletta di canzoni;
  • il mio risveglio: una scapigliatura sempre diversa;
  • il gelato: basta nocciola e pistacchio, viva puffo, martini cocktail e spaghetti ragoo;
  • le vacanze: altra spiaggia, altro mare.

Andy-Warhol_Cow_Wallpaper

Secondo voi chi vince tra Mario Monti e Andy Warhol?

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5 Risposte to “Elogio della varietà”

  1. Giovy said

    Il posto fisso spesso è troppo una necessità.
    E se ne diventa schiavi.
    Io vorrei vivere in un mondo flessibile correttamente ma sembra davvero una grande Utopia

  2. manoel said

    ti prego dimmi che la citazione non era Raf…

  3. inetta a vivere said

    io la citazione non l’avevo capita e sono passata ai commenti. come finiva il post?

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