Chi ha ordinato il codice rosso?

8 febbraio 2012

Ho un rigurgito di americanate degli anni ’90. O sono io che mi annoio e vado di collegamenti assurdi, oppure i film degli anni ’90 ci insegnano un sacco di cose, come le storie di Esopo. Ho in testa da giorni due parallelismi film/realtà che devo condividere con voi. E poi ditemi se sono pazza (eventualmente venitemi a riprendere).

Ecco qua le analogie che mi tormentano: Costa Crociere/Colonnello Jessep e Smila Blomma/Andy Dufresne.

1) Costa Crociere e Colonnello Jessep: chi ha ordinato il codice rosso?

In Codice d’onore (metto il link, ma se non l’avete visto dove vi presentate) succede che un giovane soldato muore perché due commilitoni gli hanno fatto il Codice Rosso, una specie di schiaffo del soldato finito male. I due vengono processati mentre l’opinione pubblica e l’esercito stanno lì a dire “assassini, maledetti, ma guarda tu che gentaccia. le mele marce stanno dappertutto, pure nell’esercito”. I colpevoli sono a giudizio e tutto sembra molto scontato visto che gli assassini hanno confessato, però ci sta Tom Cruise che a un certo punto dice “fermi tutti, questi sò soldati, mica fanno di testa loro, qualcuno gli avrà dato l’ordine di fare sto codice rosso. mo chiamo il Colonnello Jessep e vediamo che mi dice”. Si tratta di Jack Nicholson che va al processo tutto bullo pensando “cheppalle testimoniare per sta scemenza mentre io sò fichissimo e tra un po’ vado alla Casa Bianca, ho ben altro a cui pensare, io! vabbè, ne approfitto per fare un giro a Washington”, ma quando Tom Cruise, a sorpresa, gli fa la domanda diretta succede un casino: “Colonnello Jessep, fu lei a ordinare il codice rosso?”, “Certo che l’ho ordinato io, che cazzo ti credi?”. Insomma, Tom Cruise riesce a far confessare al grande capo dell’esercito che è lui, di fatto, il mandante del Codice Rosso, cioè la mente di tutto, cioè il colpevole più colpevole. Epilogo: i due soldati vengono messi in galera, congedati con disonore e ciao, il colonnello viene sputtanato in mondovisione e la sua strada alla carriera intergalattica si chiude insieme alla porta della sua cella.

Ecco, dico io. Traduciamo Codice d’Onore nella vicenda della Costa Concordia. La nave è affondata (il soldato è morto) perché Schettino (i commilitoni) ha fatto una manovra deficiente, o inchino (il codice rosso). Ora, la colpa è di Schettino e allora congediamolo con disonore e mettiamolo in galera. Ma mica ci vogliamo fermare lì? Prendiamo pure noi un giovane Tom Cruise e facciamo un culo così alla Costa Crociere. Non vogliamo mica credere che il grande capo non ne sappia niente? Magari chiediamoglielo proprio direttamente, come ha fatto Tom Cruise: Costa Crociere, fu lei a ordinare l’inchino?

2) Smila Blomma e Andy Dufresne: sulle ali della libertà.

In Le ali della libertà (pure questo chi non l’ha visto ma su!) Andy Dufresne sta in prigione, ergastolo, per l’omicidio della moglie e dell’amante. E’ innocente. La prigione non è proprio posto per lui. Lui è bello, alto, buonissimo e acutissimo. Sta lì in un angolo, un po’ dimesso, senza fare amicizia con nessuno, senza parlare con nessuno. Nessuno lo sa, ma ha dei progetti. Si finge dalla parte degli sbirri e li aiuta coi conti, con la dichiarazione dei redditi, con le scartoffie. Insegna a leggere e a scrivere agli altri carcerati. Finisce per avere il suo ufficio dentro la prigione. E intanto progetta l’evasione, sognando di andare a ritirarsi a Ziwataneo, un’isola sperduta col sole tutto l’anno, dove lo raggiungerà il suo unico vero amico.

Io. Senza essere colpevole di nient’altro se non l’essere una “giovane disosccupata italiana costretta ad emigrare” mi trovo in una specie di esilio e lavoro in un ristorante nel quale mi sento fuori posto. Con gli altri vado d’accordo ma non sono miei amici. Sono bellissima, buonissima, intelligentissima e un po’ in disparte. Per gran parte del tempo faccio la traduttrice simultanea, per mettere in comunicazione i manager inglesi coi dipendenti italiani. Aiuto tutti con moduli di assunzione, lettere di dimissioni, telefonate e mail per affittare appartamenti. Non so se avrò mai il mio ufficio, ma aspetto il momento giusto per ritirarmi al mare, aprire uno chalet e passare le mie giornate coi piedi nella sabbia in compagnia dei miei amici.

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14 Risposte to “Chi ha ordinato il codice rosso?”

  1. Giovy said

    Il parallelo con codice d’onore è di gran livello.
    Già mi immagino l’udienza.
    Saluta Manchester.

  2. Aluccia said

    Tu sei un gran talento, amica mia.
    Nonostante quello che mi dici, voto e voterò sempre per il tuo ritorno in patria, quanto più rapido e glorioso possibile.
    Ma te ce devi lavorà, ce stai lavorando?
    T’ abbraccio.

  3. Tu non puoi saperlo perchè vivi in un posto in cui non si prende studio aperto. (Io invece, che c’ho provato trasferendomi in svizzera, ancora mi ritrovo a guardarlo alle 6 del pomeriggio perchè agonizzante a casa con l’influenza, non ho alternative e non conosco nè il tedesco nè il francese :().
    Dicevo, proprio mentre leggo il tuo azzeccatissimo parallelismo, con la coda dell’orecchio sento che si parla ancora di sta nave. Ma vuoi sapere cosa sta riempendo le cronache italiane degli ultimi giorni? lo so che stai morendo dalla curiosità…beh la relazione tra schiettino e la ballerina dell’est (non mi ricordo il paese preciso, sorry non stavo davvero ascoltando). Cioè sarà tutto riconducibile alla distrazione di lui per lavoretto di lei?e se non è così, perchè cacchio ne stiamo parlando!?!?!
    Bello anche il secondo paragone: posso diventare tua amica e condividere i piedi nella sabbia?
    un abbraccio da lontano che se no ti attacco i micrubbi (come direbbe mia nipote).
    ah qui si sta ancora a fare una tragedia per 3 fiocchi di neve. E parlano del car surfing come di una novità. forse sto guardando una puntata vecchia e quello di cui parlavo prima non era la concordia, ma il titanic!

  4. hellpesman said

    sono molto belle le due letture parallele dei due raggianti e lucenti film made in ’90.
    Ma mi colpiva un elemento in particolare del tuo racconto, la scelta dei due film.
    Ovviamente sarà stata casuale, ovviamente sarà stata dettata da un ricordo che volevi rivivere, ma mi colpisce che entrambi i film abbiano dei protagonisti contro-corrente.

    Nel primo il buon veccio zio Cruise riesce a risolvere l’intreccio facendo solo una scelta: andare contro-corrente e contro la sua natura.

    Cruise viene scelto come avvocato perché patteggia sempre e non finisce mai in un giudizio finale.

    Viene scelto perché il piano è patteggiare e non far testimoniare il buon veccio zio Nick. ma ad un certo punto cruise sceglie di andare contro la sua natura, di fare qualcosa che non si aspetta nessuno, di rompere le aspettative che tutti avevano su di lui, e così vince inchiodando il buon veccio zio Nick.

    Nel secondo film, accade lo stesso, tutti sia aspettano, che il buon detenuto faccia solo e soltanto il detenuto, e poi in segreto costruisce la sua evasione, l’evasione che non si aspetta nessuno, anche in questo caso il protagonista va contro-corrente.

    Ora mi sono interrogato tante volte (leggi mi sono fatto fin troppe seghe mentali mentre non ero impegnato a bere, far fiesta, suonare o leggere fumetti) quando avrei trovato l’attimo per compiere l’evento contro-corrente del film della mia vita…

    Ma alla fine la vita non è un film, e non esiste un momento contro-corrente… ogni momento lo è.

    non sono perché ma ho scelto come soundtrack mentre scrivevo il pezzo Walked In Line…

    • amico, amo le tue parole. non vorrei smontarti la poesia, che apprezzo molto. non vorrei smontare l’analisi, che trovo pure giusta. però ho scelto i film perchè: codice d’onore lo so a memoria, l’ho visto mille volte, ho rotto 2 videocassette e poi fortuna è arrivato il dvd. e cmq lo cito ogni 3 secondi, senza pudore, come i cinefili citano fellini. le ali della libertà, ancora più deprecabilmente, perché oggi ho visto una foto di tim robbins.
      ecco, misera, la verità!
      se la mia vita è un film, ai botteghini sarà un flop.
      baci

      • hellpesman said

        wow!! addirittura amare le mie parole? ma se le scrivo di solito o quando sono stanco morto con pantofole e cravatta prima di buttarmi in doccia o in pieno hangover da troppo alcol per la serata prima… cmq grazie, mi ha dato un sorriso leggerti, e fidati in questo periodo della mia vita: non ha prezzo.

        Per il resto, hai ragione tu… ma a volte scriviamo per mettere in ordine le parole che abbiamo dentro e non abbiamo voglia di leggere… è il motivo per cui scrivo io, ed il motivo per cui finisco sempre per farmi troppe seghe mentali 😉

        La tua vita un flop??
        come direbbe il buon veccio Daniel Kaffee
        You don’t need a patch on your arm to have honor.

      • oddio sei anche tu un vero esperto di codice d’onore! che emozione!

  5. hellpesman said

    naaa io sono perso di film tamarri come Fast and Furious 🙂 o di troisi 😉

  6. inettaavivere said

    certo smila che tu sei avvantaggiata.. il tunnel della manica esiste già! quello non lo potevi scavare tu con un cucchiaio nascosto nella bibbia…
    nel tuo caso, il secondino cui nascondere il progetto di fuga chi è? S.?

  7. Ma se non sono indiscreta, prima di emigrare per necessità, cosa facevi in Italia?

  8. niki said

    Dai che emigriamo anche noi ultracinquantenni! E a lungo andare, finisce per piacere essere sempre quelli che “guardano da fuori” quello che gli succede intorno.
    Unico consiglio, se ci riesci, ogni tanto cambia paese: è faticoso ma emigrante per emigrante… tanto vale esagerare!

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