Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera

8 gennaio 2012

“Vivere a Manchester e avere il poster dei Joy Division

è come vivere a Napoli e avere il poster della pizza”

S.

Pantaloni felpati, 2 paia di calzini, wellies, canottiera, maglietta a maniche lunghe, golf di lana, sciarpa di 4 metri, piumino, cappello, guanti.

In questi giorni indosso praticamente tutto quello che ho, tutto insieme. Così sento meno freddo e non mi bagno sotto la pioggia. Ho addosso così tanti strati di vestiti che faccio fatica a camminare, non posso girare la testa e non riesco a piegare le braccia, perciò giro con le mani penzoloni. Metto tristezza.

Ma non ho alternative, a meno di decidere di andare in letargo per i prossimi due mesi; e non mi pare il caso. Allora mi bardo come il palombaro e mi avventuro per la città, cercando di non sentirmi troppo miserabile. Non è facile.

Oltretutto mi confronto sempre con S., che stavo pensando di ribattezzare “l’entusiasta della vita”, e dunque mi trovo: 1) vestita come un palombaro, maschio; 2) travolta da vento e pioggia; 3) abbattuta dal mix di joy de vivre mio e dell’altro.

Insomma ieri pensavo alla solita cosa che è facile essere felici d’estate, ma d’inverno ci vogliono i termosifoni a mille per farti venire anche solo una minima voglia di sorridere. E allora andavo in giro con le mani penzoloni che mi davano quell’aria abbattuta, quando ho beccato la mostra dei Joy Division. E ho pensato che anche loro quanto a gioia e spensieratezza erano imbattibili, perciò quelle foto erano proprio quello che mi ci voleva.

A presenziare alla mostra c’erano sia il fotografo, Kevin Cummins, che uno della band, prima Joy Division e adesso New Order, Stephen Morris. Le foto erano famose, le conoscevamo già, ma vederle lì, così, era emozionante. Allora la mestizia ha lasciato il posto all’esaltazione e soprattutto l’economia domestica è andata subito a farsi fottere, così abbiamo comprato il libro con tutte le foto e il poster con Ian Curtis al microfono, in cambio di svariati pound. Autografi, sorrisi, strette di mano.

E vabbè che questa è la città di un numero incredibile di band famosissime, ma non ci avevo mai pensato che mi poteva capitare di stringere la mano a uno dei Joy Division. E invece sì. Addio bruttezza da palombaro, addio miseria e rigore dell’inverno, ero contenta e leggiadra, come se mi fossi trovata in pareo vicino al mare. E anche S. si era quasi rimangiato la sua perla comparativa di Joy Division e Pizza.

Baldanzosi e ancora increduli, con il libro e il poster in mano, abbiamo deciso di andare al pub a brindare. La primavera, il caldo, un futuro migliore, tutto era possibile, ce ne rendevamo conto, finalmente.

Poi la questione sulla separazione dei beni: “Chi le tiene queste cose se/quando ci lasciamo?”.

E così è tornato l’inverno.

*comunque dopo al cinema abbiamo pure visto il cantante degli Elbow. S. dice che non era lui, ma non sa chi siano gli Elbow. Secondo me era lui.

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14 Risposte to “Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera”

  1. Giovy said

    ma che bel post Smila…

  2. aaaaaaahhh…
    fino a quando c’e’ la mostra???

  3. barbs said

    love. sto partendo.

  4. Da said

    “I’ve been waiting for a guide to come and take my the hand…”
    Direi che questo incipit potrebbe starci bene su questo post! 😉
    Da Disorder ( cista bene anche il titolo? 😉 )
    W i Joy Division!
    Alla salute

  5. MG said

    Lovs é troppo divertente vedere le analogoe e i parallelismi delle nostre vite da espatriate in terre anglosassoni tra vecchio e nuovo continente: io dopo due giorni dal rientro in town, una sera tornata a casa dopo aver camminato per i 4 block a piedi dalla metro a meno tre gradi (Celsius) ho aperto la porta di casa, mi sono sfagottata dai tremila strati e ho detto alla coinquina mentre ancora tremavo, no vabbé se da voi l’ inverno é tutto così io metto nel cassetto la mia vita sociale, vado in letargo e ci si rivede tra 2 mesi!!! Miss you!

  6. natalia_pi said

    “2) travolta da vento e pioggia; 3) abbattuta dal mix di joy de vivre mio e dell’altro.”

    sembra una descrizione della sottoscritta nel suo primo inverno viennese. derelitta, congelata, isolata linguisticamente e con a fianco little mister sunshine. madremìa. al terzo inverno qui non mi vesto da palombaro solo perché mi sto climatizzando, e il riscaldamento globale quest’inverno mi ha salvato da mesi e mesi di neve. M, però, c’ha ancora il tipico brio della città che ha prodotto degli allegroni come Schiele e Musil. la joie de vivre tutta viennese, insomma.

    finita sul tuo blog non so bene come – mi sa che tornerò a trovarti. che bello un blog sulla Britannia che non tratti di Londra, era ora!!

    • mah, guarda, anche qua sti giorni non fa tanto freddo. ma sai, se ti vesti da palombaro non ti arrivano gli spifferi ma nemmeno la pioggia, il ché aiuta molto quando piove da sotto da sopra e da ogni dove!
      per la gioia di vivere…vedo che mi capisci! aspettiamo la primavera tutti insieme! ce la possiamo fare!

  7. Hellpesman said

    ok, bellissimo post. Ho scoperto da poco il blog, ma è una read-fissa.
    Intanto mi è piaciuta tantissimo la descrizione che hai dato dell’inverno e della città dal tuo modo di vestire.

    con poche parole hai trovato una soluzione di continuità tra la solitudine che deriva dal troppo freddo e la voglia d’evasione costruita lasciandosi trascinare dal flusso di coscenza della, vita, della città o delle strade

    Per la pura del futuro io ho sempre pensato una cosa dell’amore, l’importante è che sia sincronizzato: To synchronise love to the beat of the show.

    Poi il resto suona tutto su di una bellisima armonia 😉

  8. inetta a vivere said

    La descirzione del cumulo dei vestiti che hai indosso e della consegnuente immobilità di arti e collo mi ha fatto venire in mente ma mia amica L. che, andata a prendere la legna con la carriola, tra le freddissime alpi albanesi, ha tentato una retromarcia alla ceca – collo bloccato da due sciapre – fino a cadere rovinosamente tra i legni della legnaia!

    baciuzzi!

  9. ellaneivicolipersa said

    Io mi sto chiedendo come veste un palombaro femmina,ma non far caso a me…è periodo proprio…

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