Sulla bellezza delle donne

23 novembre 2011

Ieri sera ho sgobbato. Ho proprio sgobbato come un cammello. Per la prima volta da quando faccio la cameriera, ieri mi è toccato il lavoro duro, quello dietro le quinte, più faticoso di portare 2 piatti a un tavolo (* a proposito, curiosità vip: l’altra sera ho portato la cena a Bob Geldof). Insomma, ieri, mentre gli altri erano lì a districarsi tra una portata e l’altra durante la cena, io sono stata spedita a ripulire le 3 sale conferenze del piano di sopra, dove i conferenzieri avevano pure mangiato. Ci ho messo 3 ore e mezza, ne sono uscita stravolta e per tutto il tempo, nella mia alineazione da lavoro manuale, ho pensato solo “è uno sporco lavoro, ma qualcuno lo deve pur fare”.

Poi finalmente ho finito. Sono tornata ai ritmi più umani del camerierato standard e il mio cervello ha vagamente ripreso a macinare. Quando poi alle 10.30 sono uscita per tornare a casa e fuori c’erano 2 gradi e il mio fiato si ghiacciava appena uscito dalla bocca, lì proprio il cervello ha fatto un balzo in avanti ed è partito con l’analisi sociale. Mi sono messa a ripensare a quello che avevo fatto e a quello che avevo visto.

E sì, è vero che qua in Inghilterra il lavoro ha la sua dignità e che anche se fai il cameriere puoi pagare l’affitto e anche andare al cinema, ma non è il paradiso, questo no. E l’ho capito dalla disposizione delle sale conferenze. Prima sala, gigante. Avrà contenuto 100 persone. Non so di cosa si sia occupata la conferenza e non ho trovato da nessuna parte il nome dell’azienda organizzatrice. Ma in mezzo alla robaccia da eliminare c’erano sui tavoli tutti i cavalierini coi nomi dei partecipanti. 3 donne e 97 uomini. Seconda sala, piccoletta, per una decina di partecipanti. Si trattava di un corso di aggiornamento su un qualche sistema informatico. Anche questi, vicino ai computer, avevano lasciato i nomi: tutti uomini. Ultima sala, la conferenza di chiamava Beauty qualcosa, era scritto sul proiettore lasciato ancora acceso. Una quindicina di partecipanti, per una conferenza che, ho scoperto dai post-it trovati sui tavoli, si è occupata di unghie. Percentuale di donne partecipanti? 100%.

Insomma, mentre ero lì a camerierare, ho fatto anche un po’ 007 e vabbè, non posso dire che che l’analisi sia definitiva o rappresentativa della totalità delle situazioni lavorative inglesi, ma penso di aver capito che anche qua gli stereotipi sulle femmine sono duri da abbattere e che se sei una donna è meglio che ti occupi di beauty.

Detto questo vado a truccarmi. Buona giornata.

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Una Risposta to “Sulla bellezza delle donne”

  1. Just Laure' said

    Mi hai fatto sorridere, di un sorriso amaro, ma per come mi sento oggi farmi sorridere è quasi un miracolo! 🙂 Da come stanno andando i miei ultimi colloqui di lavoro (l’ultimo è questo: http://justlaure.wordpress.com/2011/11/22/matilda-e-il-battesimo-precario/ ) mi viene da pensare che presto o tardi l’Inghilterra mi vedrà tornare. Mia sorella vive a Londra… chissà se vi siete incrociate da qualche parte! 🙂

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