La lezione di yoga

27 ottobre 2011

yogaCome si vede, il volantino della lezione di yoga cui ho partecipato lunedi, già da solo basterebbe ad illustrare l’assurdità della mia presenza in quel luogo. Ma perché toglierci il gusto di entrare nel dettaglio?

Arrivo e per fortuna trovo subito alla porta una che sembra me: un po’ scettica, incerta sul da farsi, evidentemente fuori luogo. Così mi tranquillizzo perché il vero scopo della mia lezione di yoga, cioè socializzare, è già stato raggiunto. Insieme alla mia nuova amica, B. from Poland, entro nella stanza. Ci accolgono una bassetta coi capelli a caschetto con frangia pettinatissima e un forte profumo di incenso che io, guidata dalla mia medietà, bollo subito come paciuli. E mi dico alé, daje de new age. La stanza è vuota, a parte delle candele e delle bandierine tibetane appese da qua a là che io riconosco solo perché ce l’ha pure mia sorella.

La maestra cammina scalza, con un anello sul dito del piede e un sorriso che ricorda quello di Chloe di Fight Club, che grazie al mio pregiudizio penso subito che non mangia un pezzo di carne da almeno 10 anni. Comunque la maestra è buonissima e congiunge le mani come dalle mie parti fanno solo le suore. Ci sediamo sui tappetini e siamo una decina di studenti, tutti principianti visto che il corso è esclusivamente beginners, ma io e la mia nuovissima amica sembriamo le uniche non ancora assueffatte al misticismo e prima di cominciare ci diciamo a vicenda “per piacere non ridere di me”.

Ora, io di yoga non so assulatemente niente e non so che aspettarmi, ma tanto ho trovato l’amica perciò sono già soddisfatta. Tutto quello che la maestra ci dice prima di cominciare è che questo tipo di yoga è molto “dynamic”. Due secondi dopo mi trovo in posizione Pablo Picasso, con tutte le parti del corpo mischiate, e penso no vabbè mo come faccio a ricompormi? Intanto la maestra dice delle cose che, fortuna sua, capisco solo in parte, un po’ perché mischia inglese e sanscrito e un po’ perché non so dove stanno in quel momento le mie orecchie. Comunque parla di roba tipo chakra, meditazione, saluti al sole, pace della mente. Il tutto mentre continua a farci rotolare, girare, piegare, stare in equilibrio sulle mani e simili. E io mi chiedo se davvero qualcuno lì, mentre zombetta da qua a là senza tregua, si senta rilassato. Andiamo avanti così per un’oretta, quando finalmente ci dice che abbiamo quasi finito, possiamo prendere la felpa e stenderci un po’ per il momento del relax supremo.

E’ in quei 3-4 minuti di vero relax finale, mentre sono stesa a occhi chiusi sul tappetino riprendendo fiato, che il mio piccolo cervello torna nella sua posizione e ricomincia a funzionare. Così penso che cavolo sto yoga è faticoso altroché, che però non è male come esercizio e per fortuna almeno non capisco tutte le cose new age che dice la maestra e così posso farlo senza innervosirmi. Allora sto lì e decido che vabbé, anche se sò stanca come dopo 1 ora di nuoto e ho dovuto sopportare il profumo di incensi pseudoesotici, posso anche tornarci qualche altra volta a yoga, ché forse davvero ha fatto bene ai miei muscoli. E magari anche alla mia mente, visto che mi sento abbastanza serena. Poi mi pare di sentire un fioco rintocco di campanella. No forse me lo sto sognando. Secondo rintocco, stavolta ne sono sicura. Apro gli occhi in allarme. La maestra, sempre col sorriso di Chloe, suona il terzo rintocco. Oddionò, la campana tibetana no! Prendo l’amica B. e andiamo a farci una birra. 1 pint. Ora sì che mi rilasso.

* oh, però mi sa che ci ritorno. magari trovo qualche altro amico.

** update: al lavoro di quel colloquio non mi hanno preso. vabbè, continuo a cercare.

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4 Risposte to “La lezione di yoga”

  1. ma alla fine l’hai visto il tuo animale guida mentre eri con gli occhi chiusi?
    scivola!

  2. MG said

    LoVe! No vabbé il tuo ultimo post cade come un secondo segno divino nel buio della metro gialla linea N fermata 36th Street, Brooklyn. Il primo segno é stato il volantino di un corso di yoga che si é posato davati ai miei piedi mentre correvo in ufficio nel mezzo della settimana più stressante della mia recevte vita made in usa, che sicuramente non sarà la sola…Per non parlare del fatto che anche uno dei miei capi, probabilmente vedendo l evoluzione della mia aspressione durante la settimana, mi ha consigiato di fare yoga o andare in palestra “to manage the stress”, come fa lui, e visto che io sto alla palestra come un americano sta a un caffé macchiato caldo spumato in vetro con dolcificante in tazzina preriscaldata che sennò si fredda subito, mi sa che seguo il tou esempio e spero di trovare anch io l amica polacca, e smuovere allegramente i miei chakra!!!With love MG

  3. […] per inciso, ora so che la lezione di yoga era […]

  4. […] chiama yoga ma non è davvero yoga, cioè non ha niente a che vedere con l’esperienza estrema che mi capitò tempo fa. Qua si ride. Si ride e basta. Si ride senza che sia successo nulla di divertente, senza dire cose […]

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