Cultural shock

22 settembre 2011

All’università c’è un ufficio dedicato agli studenti non UE che potrebbero aver bisogno di aiuto per permessi di soggiorno, assicurazioni mediche, conti bancari e cultural shock. Quando l’ho letto mi ha fatto abbastanza ridere però dopo invece ho pensato che il cultural shock a Manchester deve essere molto più frequente di quanto pensiamo io e gli stessi abitanti di qua. Per esempio io non pensavo che davverto tutti i lavandini avessero due rubinetti, e invece sì. Comunque lo shock maggiore per me ce l’hanno i vecchietti inglesi, non i giovani pakistani.

Per carità, io vengo dalla campagna, da un posto dove ti svegli con gli uccellini che cinguettano e quando esci di casa cammini sull’erba, mica sul cemento. Perciò non è che io possa dire di essere così assuefatta al paesaggio urbano o metropolitano, ma diciamo che mi piace.

Però come ci vivono i vecchietti in questa città del futuro? Qua non siamo a New York dove tutti gli autoctoni viventi hanno sempre visto i grattacieli. Qua siamo a Manchester, dove fino all’altro ieri la gente lavorava nelle fabbriche e poi andava al pub che era una casa con la spillatrice di birra. Questa è diventata una metropoli da pochissimo tempo e secondo me per i vecchietti uscire di casa oggi deve essere uno shock.

L’altro giorno ho incrociato una coppia di vecchietti che camminava mano per la mano con il carrellino della spesa sul Lawry Bridge, che si trova in mezzo alla nuovissima (non ancora finita) MediaCity UK, una zona destinata a diventare il centro nevralgico della comunicazione inglese e che ha esattamente l’aspetto della città del futuro. Come fanno a non farsi prendere dal panico passeggiando su quel ponte? Mi spiego meglio con delle foto. Questo è il Lawry Bridge con il relativo panorama.

the lawry bridge, mediacity ukE questo è un dipinto di L.S. Lawry, a quanto pare il più famoso e celebrato artista della città, morto nel 1976.Lawry, bridgePoi ieri sono andata al supermercato, una roba gigantesca ovviamente, e a un certo punto una vecchietta mi ha avvicinato con in mano una scatolina di  un prodotto in offerta e mi ha chiesto se sapevo cosa fosse. E ho capito due cose. La prima è che il fascino dell’offerta non ti abbandona mai. La seconda è, di nuovo, che un vecchietto deve per forza essere scioccato perchè se per tutta la vita hai mangiato fish and chips o al massimo chicken and chips e poi ti trovi in mano un pacchetto di fresh samosa e scopri che sono un piatto della cucina indiana che vuoi fa? “Oh, allora non lo prendo love. Lo vuoi tu?”.

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2 Risposte to “Cultural shock”

  1. silvia said

    ciao, fra un mese parto per Manchester, molto carini i tuoi racconti, mi piace l’idea di “conoscere” un pochino questa città attraverso gli occhi di un’altra persona che si sta iniziando ad ambientare! in bocca al lupo per tutto, ciao
    Silvia

  2. Martino said

    meraviglioso, mi ha incuriosito il tuo commento in ciò, in questo momento vivo a Manchester e sto sviluppando la mia tesi proprio nel Lawry bridge.. he hee..
    pure io molte volte mi son chiesto come le persone anziane riescano ad adattarsi bene o male a ciò che gli si sviluppa attorno in velocità folle!

    Martino

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